Terremoto in Giappone: i rischi del nucleare sulla salute

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    Terremoto. Il Giappone è in ginocchio ed il mondo col fiato sospeso per il rischio nucleare dovuto ai danneggiamenti dell’impianto di Fukushima. Davanti a tutti uno spettro, quello di Chernobyl e delle conseguenze sulla salute della popolazione colpita dalle radiazioni. Gli effetti, terribili, sono tutt’ora visibili, purtroppo, dopo 25 anni. Era il 26 Aprile del 1986 e le autorità giapponesi giurano che non ci sarà una seconda Chernobyl: ora le centrali nucleari sono diverse, più sicure, la situazione è sotto controllo. Ma i fatti dimostrano che non esistono certezze.

    Nessuno avrebbe potuto prevedere un disastro naturale di simili portate: neppure gli sceneggiatori dei film americani della tradizione catastrofista. E allora guardare indietro diventa normale, come non domandarsi: quali sono gli effetti sulla salute? Le persone colpite direttamente possono morire. Immediatamente o nelle successive quattro settimane. I sintomi sono gli stessi per tutti, anche per chi riesce a sopravvivere: inizialmente si hanno nausea, diarrea ed astenia. Colpito è principalmente il sistema immunitario, seguono la caduta dei capelli ed emorragie sottocutanee. La pelle e la bocca, vengono aggredite da infiammazioni ed ulcerazioni. I fatti di 25 anni fa ci hanno insegnato cose ancora peggiori: chi riesce a salvarsi nel primo mese potrebbe avere manifestazioni nel futuro, le radiazioni agiscono anche a lungo termine, modificando i geni anche dei futuri bambini (quanti ne sono nati malformati, purtroppo): il cancro alla tiroide è predominante nei sopravvissuti ucraini, e segue il tumore al seno, la leucemia ed altre malattie comprese quelle cardiache.

    Un incubo dunque, concreto. Benché siano state evacuate le persone nel raggio di 10 chilometri. Ma basterà? La nuvola tossica dove potrebbe arrivare? E le piogge? Ora esiste la possibilità di una terapia per combattere il tumore alla tiroide, ma le radiazioni possono penetrare nell’acqua, nei cibi, ovunque…Dal profondo del cuore, mi auguro che i tempi siano veramente cambiati.