Termometri digitali: sono affidabili?

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    Febbre termometro

    Sembra un’operazione facile, anzi, immediata: misurare la febbre con i nuovi termometri digitali o a infrarossi. Basta accostarli alle zone “calde” del corpo (come l’orecchio) e poi andare a leggere sul display il responso. Niente a che vedere con i vecchi termometri al mercurio che dal 2009 sono peraltro scomparsi dalle farmacie, sostituiti dagli omologhi tecnologicamente più avanzati, più rapidi, igienici e soprattutto ecologici. Il mercurio, infatti, come ben sappiamo è un metallo altamente velenoso. Peccato che i nuovi strumenti, per quanto precisi e sensibili possano essere, in realtà troppo spesso di sono rivelati inaffidabili. Un difetto del termometro, o di chi ha effettuato la misurazione? Intanto vediamo i casi che hanno “sollevato” il problema.

    Termometri high-tech, il caso di Trieste

    I casi di lettura errata o inattendibile della temperatura corporea da parte dei nuovi termometri hi-tech sono stati diversi, ma l’ultimo si è verificato presso l’ospedale Cattinara di Trieste, dove un paziente di 73 anni affetto da Sla, è deceduto a causa di una complicazione polmonare. L’uomo aveva una infezione in atto, ma curiosamente, mentre con il termometro al mercurio il figlio gli aveva rilevato 39 gradi di febbre, il personale ospedaliero, usando il termometro auricolare di gradi ne aveva misurato solo 37.

    Come mai? Il problema è apparso in tutta la sua evidenza, tanto che il nosocomio ha dovuto diffondere un comunicato che dichiara: “Gli strumenti timpanici utilizzati risultano più critici per quanto riguarda la misura, influenzata da fattori ambientali, anatomici e di pulizia del condotto uditivo. La loro accuratezza è inferiore”. Tanto che ufficiosamente (non si potrebbe, ma a mali estremi… ) alcuni infermieri hanno cominciato a misurare le temperature dei pazienti con i vecchi termometri al mercurio.

    Termometri high-tech, come funzionano

    Se i nuovi termometri sono in grado di mettere in difficoltà gli addetti ai lavoro, come possiamo regolarci noi, che medici non siamo? La questione è relativa alla “volatilità” di questi strumenti altamente sensibili, la cui precisione è inficiata dalle interferenze di fattori ambientali (tra cui anche solo il fatto che la finestra della stanza in cui si effettua la misurazione sia aperta o chiusa) che non si possono mai eliminare del tutto, come spiega il farmacista Maurizio Pace:

    “I nuovi termometri sono influenzati dall’umidità, dalla temperatura esterna, dalla distanza a cui vengono posti: la lettura della temperatura implica la valutazione contemporanea di tutta una serie di parametri. In pratica la misura cambia se, per esempio, la stanza è più o meno umida, se la finestra è aperta o il termosifone è acceso o, nel caso del termometro auricolare, se la sonda non è ben pulita”. Questo perché, a differenza dei progenitori al mercurio, i nuovi termometri hanno una stabilità diversa. Ovvero, non basta una sola misurazione, se ne devono effettuare diverse. Ma come ci dobbiamo regolare?

    Termometri high-tech, come usarli

    Sulla poca precisione dei nuovi termometri a infrarossi o digitali non tutti sono d’accordo, semplicemente bisognerebbe seguire bene le istruzioni d’uso. Ci spiega tutto Fernanda Gellona, Direttore generale Assomediobanca: “I termometri, di tutti i tipi, sono dispositivi medici e come tali soggetti alle normative europee: quelli nuovi sono più complessi e sofisticati, e forse per questo più delicati, ma non meno affidabili se rispettano i requisiti richiesti per legge.

    Sulla confezione deve esserci il simbolo CE seguito da un numero che attesta la certificazione, in più sia il bugiardino che tutte le altre scritte devono essere, per legge, in italiano. Poi è necessario leggere bene le norme d’uso e quelle di conservazione». Insomma, la tecnologia è una gran cosa, ma va saputa usare e gestire, anche per misurarci la febbre.