Telefono Rosso: informarsi per prevenire i rischi per il feto in gravidanza

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    La gravidanza, si sà è un periodo pieno di ansie, circa la propria vita futura nel ruolo di madre, ma anche e soprattutto sulla salute del nascituro. Molto spesso poi ci ritroviamo in condizioni particolari che ci fanno pensare ad un rischio concreto di malformazioni e purtroppo all’aborto volontario: quando cioè ci rendiamo conto di aver assunto farmaci pericolosi per il feto, o siamo state sottoposte a radiazioni senza sapere di essere incinte. Il Telefono Rosso da oltre 10 anni consiglia e supporta le donne con questi timori al solo costo di una telefonata, spiegando quali sono i veri fattori di rischio e se l’aborto è oggettivamente necessario.

    Questo servizio, offerto dal Centro Studi per la Tutela della salute della madre e del concepito dell’Università Cattolica di Roma, con i dati raccolti in oltre 10 anni di attività, rivela quanto ci sia bisogno di un’informazione capillare al riguardo, non solo tra le donne, ma anche e soprattutto nella classe medica, anche specialistica. Il Prof. Alessandro Caruso, Direttore della UOC di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico A. Gemelli nonché dello stesso Centro, ha spiegato che il 10% delle consulenze finora date è stato relativo a donne indirizzate verso l’aborto volontario: “a causa di un timore personale (nel 38% dei casi) ma anche perché consigliate da operatori sanitari (58%) o parenti (4%). In queste consulenze abbiamo dimostrato un aumento del rischio naturale per malformazione solo nell’1% dei casi. Il 99% delle volte è stato possibile rassicurare la paziente e l’84% di queste donne ha continuato la gravidanza”.

    Purtroppo tra i sanitari in questione, a consigliare le donne l’aborto sono stati nel 53% dei casi i medici di base, oltre che i ginecologi (38%), seguiti da neurologi e radiologi (4-5%). Perché? Continua Caruso: “Questo atteggiamento è anche dovuto a una deresponsabilizzazione di tipo medico-legale e a un disimpegno assistenziale: proprio a questo il Telefono Rosso vuole supplire con la sua attività”. Insomma, spesso si sceglie l’interruzione di gravidanza per disinformazione ed è per quest che il Centro Studi in questione ha optato per un corso di aggiornamento (domani lunedì 12 Dicembre e Martedì 13, presso la propria sede romana), rivolto a quanti vorranno saperne di più circa i fattori di rischio procreativo e di prevenzione degli effetti dannosi sul feto dovuti a farmaci, infezioni e soprattutto radiazioni ionizzanti. Maggiori informazioni sul sito del centro studi.

    Foto di Vivian