Tecnologie ottiche contro il tumore al seno, è la nuova frontiera della diagnosi precoce

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    La migliore arma che al momento possediamo contro il tumore al seno, killer numero uno delle donne giovani, è senza dubbio la diagnosi precoce. In genere si fa riferimento in particolare alla mammografia, un esame di screening che, tuttavia, sempre più medici stanno mettendo sotto accusa perché non particolarmente attendibile. E allora? Allora la tecnologia va avanti, e oggi esiste un altro strumento per la diagnosi precoce, anzi, precocissima del carcinoma della mammella che utilizza il potere delle fibre ottiche.

    Si chiama DOBI (Dynamical Optical Breast Imaging), e in pratica, è uno strumento in grado di “vedere” la vascolarizzazione atipica che anticipa la formazione della massa tumorale (dato che le cellule cancerose, per proliferare, hanno bisogno di crearsi una propria rete di capillari) semplicemente sottoponendo il seno ad una illuminazione al led (luce rossa monocromatica), la cui lunghezza d’onda è in grado di rilevare proprio queste prime alterazioni dei tessuti, distinguendo quelle maligne da quelle benigne.

    Come è facilmente intuibile, non usando raggi X e neppure liquidi di contrasto, l’esame non è invasivo né pericoloso, non è doloroso come la mammografia (per effettuare la quale il seno deve comunque subire uno schiacciamento) e la sua “lettura” da parte dei tecnici è praticamente immediata. L’apparecchio DOBI Comfortscan è giunto anche in Italia, e anzi, ha ottenuto l’approvazione di molti illustri senologi, come il prof. Francesco Schittulli, Presidente nazionale della LILT (Lega italiana Lotta ai Tumori):

    “Questo sistema integrabile con altri approcci diagnostici, consente esami veloci e fornisce nuovi dati fisiologici funzionali che fino ad oggi nessuno ha offerto al medico: il processo di neoformazione di vasi sanguigni nei tessuti precancerosi e ovviamente nelle masse tumorali”, ha spiegato il professore.

    Per questo motivo, anche in Italia si è creato intorno al sistema DOBI, un comitato scientifico spontaneo, interdisciplinare, guidato da Aldo Vecchione (Direttore scientifico dell’Istituto nazionale dei Tumori di Napoli) e con la supervisione dell’Istituto europeo di Oncologia. L’apparecchio verrà perciò utilizzato nel programma di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno in importanti ospedali italiani tra cui la Clinica Mangiagalli e il Fatebenefratelli di Milano, ma è solo l’inizio.