Tanoressia: quando l’abbronzatura diventa una droga

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Tanoressia: se l'abbronzatura diventa una droga

L’estate sta finendo e il sole se ne va, ma c’è chi non ha nessuna intenzione di rinunciare all’abbronzatura. Per qualcuno la tintarella è una vera e propria droga. Docce solari, lettini, lampade e chi più ne ha più ne metta: l’abbronzatura artificiale sta prendendo sempre più piede, nonostante sia fortemente sconsigliata dai dermatologi di tutto il mondo. Negli Stati Uniti, il problema è diventato di rilevanza nazionale: sono trenta milioni gli americani che ricorrono alle lampade solari per mantenere viva l’abbronzatura in qualsiasi stagione dell’anno, oltre il 10% dell’intera popolazione.

  • Lettino solare
  • Abbronzarsi al mare
  • Rughe da raggi uv
  • Abbronzatura artificiale
  • Abbronzatura nel lettino solare

Tra questi sono 6 milioni quelli che le riviste specializzate chiamano “tanoressici”. Veri e propri “malati di abbronzatura”, che non perdono mai occasione per esporsi ai raggi ultravioletti artificiali. Il tanoressico non è mai soddisfatto della propria abbronzatura e, per sentirsi in pace con se stesso, deve ricorrere alle lampade pedissequamente. Per lui il rischio di sviluppare melanomi e altri tumori della pelle aumenta drasticamente: dopo i trentacinque anni le probabilità salgono di oltre il 75% rispetto a chi si espone ai raggi UV con moderazione. Oltre ai problemi più gravi, è noto da tempo che l’eccessiva esposizione alla luce dei lettini solari accelera anche l’invecchiamento della pelle, anticipando la comparsa delle rughe.

Dopo aver dichiarato guerra a sigarette e trash food, l’Oms ha deciso di iniziare una nuova battaglia contro i solarium e gli altri centri specializzati per l’abbronzatura artificiale. Negli USA è già stato proposto un disegno di legge che prevede regole più restrittive che tutelino la salute anche del cliente meno informato. A quanto pare l’esposizione a lampade e lettini solari non potrà durare più di 20 minuti e sarà vietata ai ragazzi che abbiano meno di 18 anni di età.

E l’Italia? Stando ai risultati di un’indagine commissionata da Matteo Cagnoni, direttore dell’Istituto di ricerca di dermatologia globale a Ravenna, al 20% degli italiani tra i 25 e i 45 anni possono essere ascritti i sintomi della tanoressia. Non resta quindi che prendere esempio dagli USA e avviare procedure altrettanto rigide.

Fonte | corriere

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Gio 09/09/2010 da Lucrezio.Bove in ,

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