Talassemia: aumentano le aspettative di vita per chi ne soffre

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    Buone, ottime notizie sul fronte talassemia, la malattia genetica ereditaria anche nota come anemia mediterranea, che nel nostro Paese conta ad oggi circa 7mila individui che ne soffrono, dislocati prevalentemente nel sud e nelle isole. Questa patologia del sangue, che necessita di trasfusioni totali ogni mese, e di cure a base di farmaci ferrochelanti per evitare l’avvelenamento dell’organismo a causa del sovraccarico di ferro, in passato mieteva vittime senza pietà. Sopravvivere a questa nefasta forma di anemia, era praticamente impossibile, e superare la boa dei 25 anni un miraggio fino a pochi anni fa.

    Ma in prossimità della Giornata Mondiale della Talassemia, che si celebrerà il prossimo 8 maggio per iniziativa della Fondazione “Leonardo Giambrone” per la Guarigione dalla Talassemia, tirare le somme sui passi avanti fatti nella lotta contro il male, rivela dati e cifre confortanti. Le aspettative di vita di un talassemico italiano, oggi, è stimata tra i 40 e i 50 anni, mentre si segnalano casi di “anziani” che sono arrivati a festeggiare i 60.

    L’età media dei pazienti in cura presso le strutture sanitarie è di circa 39 anni, contro i 29 di appena un decennio fa. Un terzo dei malati ha più di 35 anni, e se pensate che 30 anni fa anche superare l’infanzia era un traguardo, potete rendervi facilmente conto del balzo in avanti compiuto grazie alla scienza medica. Nuove terapie e personalizzazione delle cure hanno permesso tutto ciò.

    Sono orgoglioso dei passi in avanti fatti per contrastare questa malattia – commenta soddisfatto Franco Mansi, vicepresidente della Fondazione – ma la talassemia non è ancora una malattia superata, e la Giornata Mondiale è l’occasione per coinvolgere l’opinione pubblica e sensibilizzare tutti su questa dura realtà”. Non ci resta che raccogliere l’appello.