Stress: per il 20% degli italiani è colpa della cattiva digestione

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    Stress cattiva digestione

    Stress e ansia stanno sempre più diventando le vere malattie dell’uomo e della donna contemporanei. Complice uno stile di vita frenetico e costanti preoccupazioni (di carattere professionale ed economico, ma anche personali, legate a problemi sentimentali o familiari), ci si ritrova sempre più simili a delle pentole a pressione. Tra i tanti fattori responsabili di questo stato di cose, ci si mette anche lo stomaco. Due italiani su 10 attribuiscono il loro stato ansiogeno alla cattiva digestione. Bruciori di stomaco, reflusso esofageo, gastrite e dispepsia affliggono, dunque, il 20% dei nostri concittadini, generando in loro stress e irritabilità.

    Potrebbe far sorridere, in realtà, non è da prendere sottogamba questa notizia. Si tratta, palesemente, di un circolo vizioso, perché se lo stress è originato dai problemi allo stomaco, certamente è vero anche il contrario, cioè che le cattiva digestione è figlia dell’ansia. Se ne è discusso a Chicago, in occasione della Digestive Desease Week, i cui dati hanno fornito l’assist al prof Michele Cicala, del Campus Biomedico di Roma, per commentare i numeri italiani.

    “I disturbi sono strettamente legati ad ansia e a stress. Questo tipo di disturbo cronico, infatti, genera ansia. Si temono brutte figure, si ha paura di non trovare il bagno quando serve, o si pensa di avere una malattia grave, come un tumore o un attacco cardiaco. Questa tensione, a sua volta, aumenta la percezione del dolore. Le donne sono più colpite, forse anche perché il tubo digestivo femminile è più ricco di recettori, e dunque più sensibile. Nel caso delle complicanze da reflusso, invece, gli uomini sono predominanti”.

    Tutto questo stato generalizzato di malessere e ansia, si ripercuote anche sulla vita lavorativa, perché chi soffre di stomaco non riposa bene, e durante la giornata le prestazioni sono a scartamento ridotto. Che fare? Secondo Cicala, bisognerebbe studiare delle terapie mirate, caso per caso, a seconda che il disturbo sia un reflusso esofageo o della semplice aria nella pancia.

    Un primo intervento, se si può dir così, sarebbe quello di eliminare dalla dieta: “cioccolato, menta e nicotina, che inibiscono lo sfintere esofageo e favoriscono il reflusso. Mentre chi ha problemi di acidità dovrebbe fare attenzione ai pomodori: sono più acidi di arance e limoni”. Io suggerisco anche il ricorso a terapie della mente, come yoga e meditazione, aiutano a combattere lo stress e a calmare lo stomaco.