Stato Vegetativo, oggi la Giornata Nazionale

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    Stato vegetativo giornata nazionale

    Si celebra oggi la Giornata Nazionale sullo Stato Vegetativo e di Minima Coscienza istituita lo scorso Ottobre per volere del Ministero della Salute. Come tutti stanno notando la questione della data prescelta che coincide con la morte di Eluana Englaro, continua a creare malumori e, a parer mio strumentalizzazioni da parte di tutti, nessuno escluso. Nei prossimi giorni si dibatterà in parlamento anche la spigolosa questione del testamento biologico. E le polemiche si fanno sempre più pressanti. Ma forse almeno per oggi è opportuno fermarsi a pensare a chi si trova in stato vegetativo.

    Due o tremila persone in tutta Italia. Tra assistenze domiciliari o in Residenze Assistenziali Intensive (RAI). Per capire meglio la situazione facciamo chiarezza sui termini: quando si parla di stato vegetativo ci si riferisce ad una persona viva, che apre gli occhi, è soggetta al ritmo sonno-veglia, è in grado di respirare autonomamente, non necessita di macchinari, ma solo di stimoli e riabilitazione o comunque di assistenza totale. Sembra che non ci sia un contatto con il mondo esterno; nel caso dello Stato di Minima Coscienza si è invece in presenza di lievi contatti; Sono ambedue stati successivi al Coma e nulla hanno a che vedere anche con la morte cerebrale. Possono perdurare anni. Sono documentati alcuni rari casi di risveglio anche dopo molti anni.

    Una “casa dei risvegli” è stata inaugurata proprio ieri, a Roma e si tratta di una struttura pubblica realizzata in poco meno di un mese presso l’Ospedale Forlanini. L’iniziativa è nata da un’esigenza concreta: offrire a 9 pazienti in Stato Vegetativo e di Minima Coscienza un’assistenza adeguata che per un anno hanno rischiato di perdere: a causa della riconversione in Rsa della struttura dove erano ricoverati. Ora i 9 pazienti hanno una struttura tutta per loro, con le adeguate attrezzature (tac 24 ore su 24, risonanza magnetica, assistenza psicologica, neurologica, ecc). Una bella notizia per le famiglie che seguono i loro cari con apprensione e sofferenza. Un caso di buona sanità anche laddove, nella Regione Lazio esiste una profonda crisi e si riducono i posti letto. A breve la nuova struttura sarà ottimizzata per 30 posti.

    Grazie ai progressi della tecnologia, oggi è possibile salvare la vita a quanti, colpiti da ictus o coinvolti in gravi incidenti stradali, fino a qualche anno fa non sarebbero sopravvissuti. Il rovescio della medaglia è l’aumento dei casi di disabilità gravi come quelli di cui si parla oggi. Le famiglie non possono essere abbandonate a loro stesse.