Staminali in Italia: ricerca, utilizzi e leggi

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    Ricerca sulle staminali

    Il decreto sulle cellule staminali, sul loro utilizzo in Italia, è legge. Il decreto dell’ex ministro Balduzzi, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria, è diventato, a tutti gli effetti, una legge. È stato stabilito qualche punto fermo, è stata fatta più chiarezza su una materia, quella delle cellule staminali, che è stata al centro di polemiche, trasmissioni televisive e dibattiti. Ma chissà, se è stato fatto davvero un passo avanti nella giusta direzione. Un tema controverso, che ha visto decine di famiglie disperate rivendicare il diritto di garantire ai figli le cure compassionevoli, per non spegnere la speranza. Ecco cosa stabilisce la legge in merito alla ricerca e agli utilizzi delle cellule staminali.

    Le cellule staminali, cosa sono?

    Le staminali sono cellule immature, non specializzate, in grado di moltiplicarsi e di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula dell’organismo. Presenti in tutti gli organi e i tessuti del corpo, queste cellule ad alto potenziale proliferativo sono in grado di rinnovarsi generando tipi di cellule specializzate. In questo modo garantiscono a organi e tessuti il loro rinnovamento naturale.

    La cronaca ha puntato i riflettori sul tema con particolare insistenza solo negli ultimi mesi, ma, in realtà, da anni, le staminali sono oggetto di studi e ricerche. L’intento dichiarato dalla comunità scientifica è quello di riuscire a sfruttare la loro capacità di trasformazione e di moltiplicazione per curare varie malattie. Le cellule staminali, infatti, possono essere prelevate e coltivate in laboratorio, per poi essere impiantate nel tessuto o nell’organo danneggiato, con un trapianto, per favorirne la riparazione.

    La cronaca, le leggi, le ricerche

    In principio sono state le Iene di Italia Uno a portare alla ribalta questo tema, a schierarsi dalla parte delle famiglie dei piccoli malati curati con le cellule staminali, grazie al metodo Vannoni. Poi, forse, l’Italia intera, identificandosi in ogni storia, in ogni sguardo velato dalla disperazione, nella sofferenza dei genitori di Sofia e di Celeste, ha chiesto di fare chiarezza, di non negare a priori le cure compassionevoli. Le autorità, con i loro tempi, forse, hanno risposto, con questa legge.

    Il decreto legge del 25 marzo 2013 n.24, recante disposizione urgenti in materia sanitaria, è diventato legge. Ecco alcuni dei punti salienti del nuovo provvedimento.

    Innanzitutto, chi ha iniziato le terapie con le cellule staminali, con il metodo Stamina, può continuarle “sotto la responsabilità del medico prescrivente”, ma non solo. Sarà avviata una sperimentazione clinica, della durata di 18 mesi a partire dall’1 luglio 2013, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e concernente l’impiego di medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali. Allo scopo sono stati stanziati tre milioni di euro, uno per il 2013 e due per il 2014.

    “Il Senato ha fatto un atto di responsabilità, ma gli emendamenti della Camera contengono troppe limitazioni che sono al servizio della burocrazia, di qualche scienziato che si è lamentato e si dimenticano completamente dei pazienti” è stato il commento di Davide Vannoni.

    Dolcetto o scherzetto?