Stafilococco aureo: sintomi, contagio e terapia

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    Stafilococco aureo

    In condizioni normali, non causa grandi problemi, ma quando lo stafilococco aureo riesce a “farsi sentire” può scatenare anche infezioni dai risvolti difficili da ignorare. Non è altro che un battere, tra i più insidiosi possibili, che colonizza soprattutto le mucose nasofaringee e la cute e che deve il suo nome alla colorazione che assume. Naso, gola, tonsille, ma non solo, questo microrganismo può colonizzare altri tessuti e apparati, provocando infezioni di varia entità, in adulti e bambini. Ecco i principali sintomi, le caratteristiche del contagio e la terapia.

    Quando c’è l’infezione

    Se, in condizioni normali, lo stafilococco aureo colonizza alcuni tessuti, ma senza rischi, perché l’organismo lo tiene a bada, in altre circostanze può scatenare un’infezione. Complici le difese del sistema immunitario meno attive e reattive del solito, il battere è libero di agire incontrastato, o quasi, e, di conseguenza, di scatenare il processo infettivo.

    Tra le aree più colpite ci sono, oltre a quella nasofaringea, la pelle, le ghiandole, l’apparato scheletrico, quello respiratorio, le vie urinarie e il sistema nervoso centrale.

    Il contagio

    Come si trasmette l’infezione? La trasmissione può avvenire per via diretta o indiretta. Nel primo caso, il veicolo del battere e delle conseguenze che può comportare, sono le goccioline di saliva, emesse attraverso colpi di tosse o starnuti senza la protezione adeguata. Il contagio indiretto, invece, può avvenire sia tramite le mani della persona infetta sia attraverso gli alimenti contaminati.

    Una particolare attenzione, soprattutto all’igiene personale e degli alimenti, anche per questo motivo deve essere fatta dalle donne durante la gravidanza. Infatti, in questa fase così delicata l’infezione da stafilococco potrebbe risultare ancora più nociva.

    I sintomi

    Se l’infezione si manifesta in modo evidente e visibile sulla pelle, causando la comparsa di foruncoli e piaghette purulente, anche quando colpisce l’apparato gastrointestinale non passa inosservata. Infatti, se il colpevole è il cibo contaminato ingerito (non cotto, non refrigerato, manipolato o conservato male), i sintomi più frequenti sono quelli tipici di tutti i disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, malessere, diarrea e crampi allo stomaco.

    La diagnosi e la cura

    Oltre all’osservazione dei sintomi, per diagnosticare con certezza la presenza di un’infezione da stafilococco aureo in atto, sono necessari alcuni esami, che variano in base alla sede del disturbo. Possono essere utili allo scopo il tampone faringeo, l’esame delle urine e delle feci, ma non solo.

    Per identificare al meglio le caratteristiche del battere, la sua capacità di resistenza o la sensibilità agli antibiotici e per intraprendere, poi, la terapia più efficace, può essere indispensabile un esame specifico, l’antibiogramma. In base ai risultati di questo test, lo specialista prescrive la cura antibiotica più adatta.