Spirale medicata: come funziona, pro e contro

La spirale medicata è un dispositivo intrauterino che consiste in un piccolo dispositivo a forma di T, e viene utilizzato per impedire possibili gravidanze. Il vantaggio principale, oltre all'elevata efficacia contraccettiva, è sicuramente il fatto che rilascia basse percentuali di ormoni, ma è bene ricordare che non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse.

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    Spirale medicata: come funziona, pro e contro

    Come funziona e quali sono i pro e i contro della spirale medicata? La spirale medicata è un dispositivo contraccettivo a forma di T creato in polietilene, considerato un metodo molto sicuro per quanto riguarda il controllo delle nascite, con un tasso complessivo di fallimenti che si aggira intorno allo 0.2-0.1%. Come accade per altri anticoncezionali ormonali, l’utilizzo della spirale non è solo a scopo contraccettivo ma può essere prescritta per diversi scopi terapeutici. Tuttavia, il suo uso può presentare delle controindicazione che lo rendono non idoneo per tutte le donne.

    Come funziona

    La spirale medicata è un piccolo dispositivo contraccettivo che si colloca nella cavità uterina e che rilascia una piccola quantità di progestinico nell’utero. Questo ormone rende più spesso il muco cervicale presente a livello della cervice ed in questo modo diminuisce le probabilità che lo sperma riesca a penetrarvi. Inoltre, assottiglia anche il rivestimento dell’utero, rendendolo meno adatto all’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato, come accade con l’applicazione del diaframma anticoncezionale.

    L’effettiva azione ormonale ha luogo principalmente là dove viene inserita. In alcune donne il leggero rilascio di progestinico è sufficiente a impedire l’ovulazione, ma nella maggior parte dei casi la donna continua invece ad ovulare regolarmente.

    Dopo la sua applicazione, la spirale medicata produce un’efficace azione contraccettiva che dura fino a cinque anni. Se la donna desidera una gravidanza prima di questo termine, il dispositivo può essere rimosso in qualsiasi momento: già durante il ciclo successivo la donna avrà la possibilità di concepire.

    Come viene inserita

    La spirale medicata dev’essere inserita dal medico dopo aver effettuato un’attenta visita ginecologica, durante la quale si definiscono le dimensioni e la posizione dell’utero e si determina se sussistano le condizioni necessarie per applicare il dispositivo.

    Dopo aver disinfettato la vagina e la cervice, si può procedere delicatamente all’inserimento della spirale attraverso una cannuccia sottile, che alla fine viene rimossa. I braccini elastici della spirale garantiscono che mantenga una posizione corretta per tutto il tempo in cui rimarrà in sede. Infine, si tagliano i fili di di estrazione alla lunghezza adeguata.

    Normalmente, la spirale medicata viene applicata nei sette giorni che seguono l’inizio del sanguinamento mestruale, poiché è un periodo in cui il collo dell’utero risulta leggermente più aperto e l’inserimento agevolato. Inoltre, la probabilità che sia in corso una gravidanza è fisiologicamente molto bassa.

    In seguito a un parto, la spirale medicata può essere inserita solo dopo che l’utero ha riacquistato le sue normali dimensioni. Ciò avviene, di noma, dopo circa sei settimane, mentre in caso di taglio cesareo non prima di 12. Tuttavia, più l’inserimento avviene in prossimità di un parto e più è di facile applicazione. Con gli anni, infatti, il collo dell’utero tende a diventare più stretto.

    È importante non avere rapporti sessuali, o utilizzare assorbenti interni, per le 48 ore successive all’inserimento della spirale per prevenire eventuali infezioni.

    Come viene rimossa

    La spirale medicata può essere rimossa in qualsiasi momento. La sua estrazione dalla cervice deve avvenire in uno studio medico, sotto attenta osservazione di un ginecologo, che effettua la procedura con l’ausilio dei fili di estrazione.

    Se questi non dovessero essere più visibile nell’endocollo, perchè l’utero è cresciuto di volume o per altri motivi, il medico dovrà tentare di rimuovere comunque il dispositivo. Se in tal caso, la manipolazione dovesse risultare troppo dolorosa per la paziente, il procedimento può essere portato a termine sotto anestesia generale, attraverso la laparoscopia.

    Per continuare ad avere una protezione contraccettiva, è necessario che per almeno cinque giorni prima della rimozione si faccia uso di altri metodi contraccettivi, come ad esempio il preservativo.

    Pro e contro

    Come per tutti i metodi contraccettivi, anche la spirale medica presenta diversi pro e contro che devono essere conosciuti e considerati da quelle donne che vogliono affidarsi a questo metodo per evitare possibili gravidanze. Vediamo quali sono i principali.

    ProContro
    Elevata efficacia contraccezioneNon protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili
    Ha una lunga durataLe mestruazioni possono sparire per diverso tempo
    In qualunque momento può essere rimossaPotrebbe essere causa di mal di testa, acne e tensione mammaria
    Non incide in nessun modo sulla possibilità di concepirePossibili rischi di infezione
    È un metodo contraccettivo discreto che non si vede dall’esternoSe la spirale fallisce, possibile gravidanza extrauterina
    Può essere usata durante l’allattamentoRaramente si potrebbero presentare secchezza vaginale e vampate di calore
    È un efficace rimedio contro mestruazioni abbondanti e dolorose
    Non interagisce con altri farmaci
    Non contiene estrogeni

    Il costo della spirale medicata non può essere ammesso in nessuna delle due categorie, trattandosi di un fattore estremamente soggettivo. Per questo è importante sapere che in Italia vengono commercializzate in farmacia due diverse spirali, che presentano medesime caratteristiche ma differenti prezzi:

    • Mirena (spirale ormonale) € 242.00, di durata pari a 5 anni
    • Jaydess (spirale ormonale) € 217.00, di durata pari a 3 anni

    Possibili controindicazioni

    La spirale medicata può presentare alcune controindicazioni e per questo non è adatta a tutte le donne. Talvolta, ad essere incompatibili con il dispositivo possono essere la forma o le dimensioni dell’utero. Anche le donne che riportano risultati anomali in un pap test recente dovrebbero evitare di usare la spirale per la possibilità che si verifichino delle complicazioni.

    La spirale medicata, inoltre, è controindicata in caso di:

    • malattia sessualmente trasmessa in fase attiva
    • malattia infiammatoria pelvica
    • presenza di fibromi uterini o altre anomalie uterine
    • sanguinamento vaginale anomalo
    • precedenti gravidanze extrauterine o un aborto recente
    • tumore al seno, in corso o precedente
    • tumore alla cervice
    • malattia epatica
    • arteriopatia, cardiopatia o precedente ictus

    Esistono degli effetti collaterali?

    La spirale medicata in genere è ben tollerata e non presenta evidenti effetti collaterali. Dato che il progesterone, viene distribuito direttamente nella cavità uterina, la quantità di ormoni necessaria per evitare una gravidanza è inferiore per esempio a quella della pillola.

    Quindi, in condizioni normali è raro che si verifichino problemi di tollerabilità o complicazioni. Tuttavia, in singoli casi si possono osservare manifestazioni collaterali, quasi sempre limitate ai primi 3-6 mesi dall’inserimento della spirale, quali:

    • dolori al basso ventre
    • cefalee
    • tensione al seno
    • secrezioni vaginali
    • nausea
    • acne o altri problemi alla pelle
    • cambiamenti di umore
    • depressione
    • ritenzione idrica dei tessuti
    • aumento di peso