Soffrire per amore: un primato femminile?

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    Soffrire per amore: un primato femminile?

    La fine di una storia, per le donne, ha il sapore del fallimento in quello che era stato un investimento totale. Le donne, hanno come elemento prioritario, nelle relazioni, quello di “amare”. Sono quindi loro a detenere lo scettro della pura sofferenza amorosa?

    Amare e Soffrire per amore. Forse si dovrebbe cambiare l’ordine delle parole per rendere la stessa affermazione più attuale. Soffrire per il non amore. Parlo di quelle relazioni in cui si scambia per amore quello che amore non è. E in questo campo le donne sono più fragili. Spesso e volentieri il dolore delle donne è diverso da quello degli uomini, questo perché le stesse, chiedono e danno diversamente nella relazione di coppia, un vincolo chiamato spesso dipendenza affettiva. Questo tipo di legame malsano è ancora un primato femminile. Il manipolatore affettivo trova sempre la sua dipendente affettiva.

    Inoltre, la fine di un rapporto presenta, storicamente, più rischi per la donna. Significa essere costretta a crescere i figli da sola, senza sostentamento né protezione. La donna investe di più sulle relazioni lunghe e quindi ha la peggio quando finiscono. Superato il momento grigio la priorità diventa trovare un nuovo partner affidabile, anche per assicurare un futuro alla discendenza. Quindi si accantona la relazione che si è dimostrata fallimentare, e si riparte senza troppi rimpianti.

    Da un’intervista fatta a diverse tipologie di donne è emerso quanto segue:

    L’amore “quasi” perfetto

    Principe azzurro, ma esisti veramente? Stando a quanto affermano le donne intervistate parrebbe proprio di si, anche se con qualche ritocco. Si parla piuttosto di un amore “giusto”, ma sempre di vero amore si parla, pertanto le donne continuano a sognare il grande amore, anche se non proprio con il cavallo bianco e il mantello azzurro. Gli affetti per le donne, sono ancora un grande motore di energia.

    Crollo fisico immediato

    Le donne, immediatamente dopo l’addio, riportano maggiori livelli d’ansia e soprattutto un crollo fisico: cefalee, insonnia, tachicardie e tutta una gamma di sintomi psicosomatici non paragonabili a quelli dei loro compagni. Fisicamente la donna quindi, accusa di più il colpo, somatizzando subito lo strazio della fine di un amore, ma si riprendono anche più in fretta.

    Dipendenza affettiva femminile

    La maggior parte delle donne che soffrono per amore, sono spesso delle dipendenti affettive, che spostano il loro baricentro emotivo sull’uomo. Per colmare un vuoto, una delusione, un bisogno di affetto, per rilanciarsi, per non sentirsi abbandonate, si dedicano completamente, con cure amorevoli “abbondanti” ad uomo, che spesso si mostra come manipolatore. Il connubio Manipolatore affettivo-dipendente affettiva è, attualmente, molto frequente.

    Sogno d’amore

    La donna appunto, cerca ancora la favola, anche se “metropolitana”. Sogna un amore da farfalle nello stomaco. E se non lo può vivere con queste aspettative soffre molto. Anche se oggi lo ammettono meno, per le donne esiste ancora un uomo “prendimi e portami via”. Per loro vige ancora il motto “in amore troppo, è ancora poco”. Se non riescono a trovare una “botta d’amore” del genere, spesso non cominciano neppure una relazione, oppure l’abbandonano subito.

    Senso di inadeguatezza femminile

    La donna, si chiede dove può aver sbagliato. Forse nel poco amore, forse nel non averlo curato abbastanza, forse perchè non era “abbastanza” per lui. Spesso, si scatena un senso di inferiorità, un senso di inadeguatezza e colpa nella donna, che le provoca molta frustrazione e le fa dire “c’è qualcosa in me che non va”. Magari era solo la storia a non andare oppure l’uomo, ma questo, la maggior parte delle donne, non se lo chiedono o dicono.

    Investimento totale

    Le donne, culturalmente ed emotivamente, sono fatte per prendersi cura di…, sono fatte per amare, per donare, per questo soffrono di più. C’e’ un investimento totalizzante nell’amore. Anche la donna più impegnata ed appagata nel lavoro, se le viene a mancare l’amore, perde energia e il carburante necessario per svolgere tutte le sue attività quotidiane. Le donne preferisco “amare, gli uomini “essere amati”, per questo la sofferenza c’è in entrambi, ma è di intensità diversa e con motivazioni diverse.

    A cura di:

    Gaia Parenti

    Psicologa