Sigaretta elettronica: come si usa, prezzo, dove si compra e controindicazioni

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    Molti fumatori desiderosi di smettere, optano per la sigaretta elettronica, ma senza sapere bene di cosa si tratti, di quali effetti produca e se abbia delle controindicazioni. Il tabagismo, la dipendenza dal fumo delle sigarette, infatti, è sempre più sotto accusa quale causa di patologie molto gravi, tra cui tumori (non solo ai polmoni, di recente è stato dimostrato anche un collegamento con cancro al seno), malattie cardiache, disturbi della respirazione. Non solo, la recente manovra economica ha stabilito un ulteriore rincaro sul prezzo delle “bionde” che il Monopolio si impegna a quantificare, cosa che renderà il vizio del fumo sempre un più un lusso per pochi.

    Perciò questo è il momento ideale per provare a disintossicarsi da tabacco e nicotina, se non per salvarvi la pelle, almeno per non intaccare ulteriormente il portafogli! Scherzo naturalmente, la salute prima di tutto. E parlando di smettere con il fumo, ecco che torniamo all’argomento del giorno, le sigarette elettroniche, vediamo di scoprire un po’ di che tipo di dispositivo si tratta.

    Sigaretta elettronica: com’è fatta e come si usa

    La sigaretta elettronica è, in apparenza, uguale ad una sigaretta normale solo che non c’è affatto tabacco al suo interno. Si tratta, a tutti gli effetti, di un semplice vaporizzatore, che permette di inalare dell’innocuo vapore aromatizzato (con aromi di tipo alimentare) e riemetterlo sotto forma di boccate di fumo in tutto simili a quelle delle sigarette vere. E’ costituita da tre componenti:
    • Atomizzatore (simile a quello dell’Areosol), ha una durata di circa 2-3 mesi
    • Batteria, durata 4-6 mesi
    • Cartuccia (che contiene le sostanze aromatizzanti), da sostituire dopo 2-3 mesi

    Si usa in questo modo: ci si assicura che la batteria sia carica e poi la si inserisce nell’atomizzatore, si versano alcune gocce di aromi liquidi nell’atomizzatore, infine si inserisce la cartuccia in quest’ultimo e il gioco è fatto, la punta del dispositivo si “accende” di rosso e si può cominciare a fumare! Aspirare dalla sigaretta elettronica dovrebbe dare lo stesso tipo di sensazione che produce il fumo delle sigarette vere. Giusto a proposito del “gusto” delle ricariche, sono diverse, composte in buona parte da glicerina, acqua e aromi alimentari (come quelli delle caramelle), ma di solito i fumatori scelgono il gusto “tabacco”, che contiene minime percentuali di nicotina. Invece, a proposito della durata di ogni sigaretta, c’è da sapere che una ventina di “tiri” di quella elettronica corrispondono ad una “vera” fumata per intero, e che 3-4 gocce di ricarica aromatizzata liquida fanno circa mezzo pacchetto di “bionde”.

    Sigaretta elettronica: prezzi e dove acquistarla

    I prezzi delle sigarette elettroniche variano a seconda del modello che decidete di scegliere, se basic o deluxe, e anche da dove effettuate il vostro acquisto. Nelle farmacie, ad esempio, la spesa è superiore, anche se, per un kit completo, si spende meno di 30€, mentre on-line potrete trovare dei prezzi molto inferiori, anche nell’ordine degli 8-9 euro tutto incluso. Naturalmente, non vi consigliamo di rivolgervi sempre ai rivenditori autorizzati e alla vostra farmacia di riferimento, perché comunque il risparmio è notevole. Pensate che, un fumatore che fosse abituato a consumare un pacchetto (20 sigarette, per una spesa di 3,50-4€ di media), al giorno, passando all’omologo elettronico spenderebbe solo 0,43 centesimi, corrispondenti al costo di 6 cartucce di ricarica. Insomma, direi che non c’è paragone!

    Sigaretta elettronica: eventuali controindicazioni

    Teoricamente non esistono controindicazioni all’uso delle sigarette elettroniche. Esse riproducono la gestualità e le sensazioni tipiche (anche dal punto di vista psicologico) delle sigarette vere, non hanno sostanze tossiche, se non quella minima dose di nicotina che, però, è presente solo nel gusto “tabacco”, e che ha comunque spinto a vietarne la vendita ai minori di 16 anni, non producono danni da “fumo passivo”. Inoltre non “puzzano”, semmai il contrario, e si possono utilizzare anche nelle aree vietate ai fumatori. L’unica controindicazione seria, a mio avviso, è che alla fine sono un palliativo. Si sta comunque smettendo di fumare, e allora, prima o poi si dovrà abbandonare tutto ciò che ha a che fare con fumo, gesti e rituali inclusi. Diciamo che, a nostro avviso, può giusto andare bene per una primissima fase di transizione, quella più faticosa.

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