Siamo tutte malate di shopping. Ed è colpa di Lady Gaga

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    Niente da mettersi

    A ogni donna capita, almeno una volta nella vita, di aprire il proprio armadio 18 stagioni che sembra raccogliere l’intera collezione autunno-inverno di un grande magazzino e, dopo una mezz’ora di ricerca e prove abiti e abbinamenti, pensare sconsolata: “Ecco, non ho niente da mettermi!”. Questo atteggiamento fa sorridere (o disperare, certe volte) molti uomini che proprio non riescono a capire, in un caso di cotanta abbondanza, cosa determina lo sconforto femminile.

    La risposta è complessa e richiederebbe di analizzare diversi fattori psicologici in gioco. Io mi soffermerò su uno, che si potrebbe riassumere così : “l’abito fa il monaco”, ovvero il significato che ha, per molte di noi del genere femminile, l’abito che ci mettiamo addosso.

    Premessa: ci sono anche molte (fortunatissime) signore che non appartengono a questa categoria. Per queste fortunatissime signore l’abbigliamento non è un problema, perché loro concepiscono i vestiti come qualcosa che si mette per uscire. Niente di più. Si vestono, di solito nel modo più veloce e comodo possibile, così come tutti ci laviamo i denti. Un’operazione neutra insomma.

    Escluse queste (fortunatissime) signore, le altre appartenenti al gentil sesso, scelgono con cura quello che si mettono addosso. Lo scelgono ogni mattina, certamente condizionate dall’umore del risveglio o dall’attività che dovranno svolgere, ma soprattutto lo scelgono ogni volta che dedicano tempo ed energie all’attività femminile per eccellenza, lo shopping. Che sia svolto in modo sbrigativo e per necessità o che invece sia un’attività piacevole che ci rilassa e che coltiviamo con le amiche, dobbiamo riconoscerlo, abbiamo una spinta innata per lo shopping. Un motivo ci sarà.

    Il motivo è che il modo di vestirci è il primo biglietto da visita, quello che il mondo esterno vede di noi. Parla di noi, o meglio: dice quello che vogliamo dire di noi, in quello specifico giorno e occasione. L’infinità di materiali, colori, modelli e di abbinamenti dà ragione alla complessità della scelta. Per non parlare di acconciatura e accessori: una vera e propria carta d’identità femminile (un po’ come la borsa, no?). Il processo decisionale che può portare una donna a dire “non ho niente da mettermi” passa da qui.

    Uomini, vocabolario alla mano, questa frase pronunciata da una donna si traduce così: “oggi non trovo da mettermi niente che mi rappresenti“. Che mi rappresenti come vorrei essere, come mi sento, come vorrei che gli altri mi vedessero… unica come sono. Aggiungete che ciò che mi fa sentire unica oggi, con un determinato stato d’animo, potrebbe non farmi sentire unica domani… ecco la ricetta per rimanere 3 ore davanti all’armadio senza trovare niente da indossare.

    Anche la più timida e riservata donna della terra, in fondo in fondo, nutre il desiderio di distinguersi dagli altri con un suo stile unico e originale: dicesi effetto Lady Gaga. Proprio lei, l’eccentrica cantante americana che ha infuocato il mondo pop con i suoi costumi bizzarri, tacchi altissimi, parrucche di ogni tipo e stile decisamente eccentrico.

    Ebbene sì: c’è un po’ di Lady Gaga in tutti noi. Tutti vogliamo essere una persona unica. Un po’ speciale, o almeno diversa dagli altri. In psicologia questo si chiama bisogno di unicità e non riguarda solo la moda, ma anche, per esempio, la creatività e la capacità di esprimersi “controcorrente”. D’altra parte tutti abbiamo anche un impulso più o meno forte ad appartenere a un gruppo, in modo conforme alle sue regole e alle sue modalità espressive.

    E voi come siete? Individualiste dallo stile di vita originale o preferite l’anonimato e vi mimetizzate nel gregge?

    Ognuno di noi si colloca in equilibrio tra questi due bisogni, uno di unicità e l’altro di appartenenza, ma sempre con un pizzico di straordinarietà. Adesso lo sapete: se una mattina non trovate niente da mettervi, è perché non riuscite a dar voce alla Lady Gaga che è in voi.