Setticemia: sintomi, cause e conseguenze

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    In questi giorni avrete sentito parlare di setticemia, la patologia che ha causato la morte di Antonella Mansueto, una ragazza di 22 anni della provincia di Bari. Numerosi quotidiani hanno parlato del tragico evento, senza però concentrarsi sulle caratteristiche della grave affezione che ha colpito la ragazza. La setticemia, chiamata anche “sepsi”, è caratterizzata da una rapida moltiplicazione di microrganismi patogeni nel sangue. Va distinta dalla meno pericolosa batteriemia, consistente in un semplice rilievo della presenza di batteri nel sangue, che però non sempre si moltiplicano.

    Solitamente, la setticemia è provocata da batteri provenienti da un’infezione presente in una zona circostritta del corpo. Per fare alcuni esempi, l’origine può essere un ascesso, un’infezione delle vie urinarie, una polmonite o ancora una meningite. Antonella Mansueto ha contratto l’infezione, che si è poi tramutata in shock settico, durante un banale intervento per l’asportazione di una cisti all’altezza del coccige. I medici non hanno saputo diagnosticare l’infezione in tempo, scambiando i sintomi della setticemia per quelli causati da un semplice virus influenzale. Un errore enorme, che è costato la vita alla ragazza.

    La setticemia si sviluppa frequentemente nei soggetti in cui la riduzione della resistenza alle infezioni – indotta da un difetto immunocarenziale o da farmaci immunosoppressori – consenta ai patogeni di moltiplicarsi in modo incontrollato. A volte anche la semplice applicazione di un piercing può generare un’infezione che evolve in setticemia.

    Ma quali sono i sintomi ? Un individuo in cui si sviluppi improvvisamente una setticemia presenta un aspetto molto sofferente, febbre elevata, brividi, mal di testa, respiro affannoso e ottundimento dei sensi. Possono manifestarsi eruzioni cutanee e le mani possono essere insolitamente calde. Quando i batteri circolanti producono grandi quantità di tossine, il malato può entrare in uno stato di shock settico, che spesso evolve cancrena: una condizione che in molti casi porta alla morte. Proprio come è successo alla ragazza della provincia di Bari.