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Sesta malattia: sintomi, cause e trattamenti

Sesta malattia: sintomi, cause e trattamenti
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    La sesta malattia, conosciuta scientificamente come roseola infantum o esantema critico, è una patologia infettiva che si sviluppa esclusivamente nei bambini tra i 6 mesi e i 2 anni di età. I virus responsabili sono l’ herpesvirus umano di tipo 6 o di tipo 7, entrambi appartenenti alla famiglia degli herpes simplex. I sintomi tipici sono la febbre molto alta (anche 40° C) seguita dalla comparsa di eruzioni cutanee che si espandano su tutto il corpo (vedi foto). Il bambino perde l’appetito e può apparire più nervoso e suscettibile del solito.

    La malattia è molto contagiosa e la trasmissione avviene con le goccioline degli starnuti e della tosse. Il virus si introduce nell’organismo attraverso la congiuntiva dell’occhio o dalle vie aeree superiori (narici, bocca e faringe). In alcuni casi l’aumento eccessivo della temperatura corporea può causare convulsioni febbrili, caratterizzate da temporanea incoscienza, spasmi e perdita di controllo della vescica. Se la crisi è particolarmente intensa può essere necessario chiamare il pronto soccorso, in tutti gli altri casi è comunque consigliabile parlarne al più presto con il pediatra.

    Quando, dopo massimo una settimana, la febbre si placa, iniziano a comparire le tipiche eruzioni cutanee rosse-rosate, che possono essere piane o leggermente solevate rispetto alla pelle. L’infiammazione si espande in poco tempo su tutto il corpicino del bambino, coinvolgendo anche il collo, il viso, le gambe e le braccia.


    Per curare la sesta malattia non è necessaria la terapia antibiotica, perché la malattia è causata da un virus e non da un batterio. Il pediatra prescriverà i classici farmaci per abbassare la febbre, come il paracetamolo o l’ibuprofene. E’ invece da evitare l’aspirina, che in questi può avere ripercussioni gravi come la Sindrome di Reye. Durante tutta la malattia è importante dare da bere al bambino, per reidratarlo e incoraggiarlo a mangiare, soprattutto cibi liquidi. Non è necessario interrompere l’allattamento.

    Foto da:
    fornewmoms.com
    ledaomd.wordpress.com
    nursingcomments.com
    mumteaching.wordpress.com

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