Seno: aumentarlo con una birra speciale e non con la chirurgia

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    Un seno prosperoso: per averlo occorre sottoporsi solitamente ad intervento di chirurgia estetica. Si chiama mastoplastica additiva e consiste in genere nell’inserimento di protesi. Ma pare sul mercato sia stato immesso un nuovo prodotto, capace di interagire con gli ormoni femminili e di permettere “naturalmente” lo sviluppo di un seno con due taglie in più. Si tratta di un particolare tipo di birra. Sapevamo che un goccino era utile per far lievitare la pasta per la pizza, ma ora pare che sia in grado di funzionare anche sulle mammelle!

    E’ una “bionda”, una birra chiara dal gusto fruttato ideata e prodotta in Bulgaria. Kristian Gyoshev, portavoce dell’azienda produttrice spiega “Centinaia di donne, dopo aver provato la nostra birra, assicurano che il loro seno è cresciuto di due misure. E’ naturale, salutare, buona, e molto più economica di un intervento chirurgico”. Che dire? Pare anche che sul web si stiano creando dei gruppi per richiedere la commercializzazione della suddetta birra anche in Italia. Ebbene, so care amiche di Pourfemme che la pensate scetticamente come me, ma valutiamo un attimo la questione insieme. Naturale una sostanza che agisce sugli ormoni e fa aumentare in modo così eccessivo il volume del seno? Ma per favore! E se così fosse, non sarebbe pericolosa? Agirebbe sulle ghiandole mammarie o come? Buona e fresca, sicuramente, e vorrei vedere che non fosse più economica della chirurgia plastica.

    Pare inoltre che contenga meno calorie delle altre sostanze alcoliche. Ma quanta bisogna berne per avere questi effetti miracolosi? Spero sia analcolica, perché concorrerebbe altrimenti ad un maggior rischio di tumore al seno: come per tutte le sostanze alcoliche di cui si fa uso eccessivo. A me solitamente la birra gonfia la vescica, che posso svuotare facendo pipì! E se il seno si svuotasse allo stesso modo? Scherzo ovviamente, sono scettica, ma vorrei approfondire comunque l’argomento, chissà: mai dire mai. Nel frattempo però anche il nome non promette nulla di buono. Si chiama Bohza ed il termine mi ricorda tanto uno nostro italiano: bonza, che dalle mie parti significa “tontolona, colei che crede, “abbocca” a tutto”.