Sempre più numerose le giovani donne colpite da malattie sessualmente trasmissibili

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    In 10 anni i casi di clamidia sono raddoppiati ed il trend delle malattie sessualmente trasmesse (MST) è purtroppo tutto in crescita. Nel 60% dei casi riguarda le donne, soprattutto quelle molto giovani. Sono questi solo alcuni dati del primo rapporto dell’European Center for Diseases Control (ECDC) presentato nei giorni scorsi e che deve necessariamente farci riflettere. Pensate che nel Vecchio continente sono segnalati circa 334.000 casi di sola clamidia, un‘infezione che se trascurata può avere complicanze anche molto serie.

    Nella maggior parte dei casi non da sintomi, ma diffondendosi nell’organismo, può arrivare alle tube, provocare un’infiammazione pelvica e addirittura la sterilità. Dai dati emerge una lieve diminuzione di gonorrea e sifilide, ma si tratta di patologie che solitamente hanno una maggiore rilevanza nel sesso maschile. Purtroppo, come spiegano gli esperti, il rapporto dell’ECDC non prende in considerazione tutte le malattie veneree, mancano ad esempio i condilomi e l’herpes genitale, che hanno un’incidenza ancora più rilevante della clamidia stessa.

    Le armi a disposizione per combattere queste patologie che colpiscono soprattutto i più giovani (tra i 15 ed i 24 anni) esistono. La prima è essenzialmente la prevenzione. Soprattutto in estate, in vacanza, quando è più facile avere rapporti amorosi occasionali, si moltiplicano gli appelli degli esperti: usare il profilattico aiuta a preservare da gravidanze indesiderate e soprattutto da malattie sessualmente trasmissibili, come la clamidia, ma anche l’aids, o l’epatite!

    In seconda battuta è importante effettuare quanto prima una diagnosi: non bisogna tralasciare sintomi di nessun tipo ed è importante parlare con il proprio medico se si sono avuti rapporti sessuali non protetti. Dei test diagnostici mirati possono permettere una cura adeguata. Ragazze amiche di Pourfemme, spargete la voce!