Sei medici e infermieri su 10 sono ricettacolo umano di germi e batteri. Colpa dei camici…

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    Camice batteri

    Sconfortante news: i “camici bianchi” sono ricettacolo di batteri, germi, microbi ecc. anche potenzialmente infettivi, e lo sono “letteralmente”, nel senso di privilegiati veicoli di contaminazione. Mi riferisco proprio alle “divise” utilizzate dal personale medico e paramedico negli ospedali che, nonostante, i ripetuti lavaggi, evidentemente non riescono ad essere mai completamente sterili, e certo questo costituisce un ulteriore fattore di rischio per i pazienti, specialmente quelli immunodepressi.

    L’allarme arriva dai ricercatori israeliani dello Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme, coordinati dal dott. Yonit-Wiener-Well, che analizzando proprio i camici di 75 infermieri e di 60 medici, hanno scoperto che oltre il 60% “ospitava” batteri e agenti patogeni, dei quali alcuni potenzialmente pericolosi, come il super resistente Staphilococcus Aureus.

    Il problema è che si tratta di germi resistenti agli antibiotici, e quindi la loro proliferazione sulle divise indossate ogni giorno dal personale ospedaliero, aumenta certamente il rischio di contagio, anche se non in modo così diretto.

    Anche in Paesi in cui le strutture sanitarie sono all’avanguardia e funzionano piuttosto bene, come Israele o gli USA, le infezioni contratte proprio durante la degenza non sono rare, ma il rischio aumenta in modo esponenziale negli ospedali dei Paesi in via di sviluppo, dove garantire igiene e sterilizzazione di ambienti e strumenti è assai più complicato.

    “Studi come questo – ha commentato Russel Olmsted, epidemiologo presso il Saint Joseph Mercy Health System di Ann Arbor (Michigan, USA) – sono utili per migliorare la comprensione delle potenziali fonti di contaminazione ospedaliere ma è necessario compiere ulteriori indagini”. Inutile dire che la prevenzione (in questo caso basata su una igienizzazione accuratissima anche dei camici abitualmente indossati da medici e infermieri) rappresenta l’unica via possibile.