Sclerosi multipla, le donne colpite sono il doppio rispetto agli uomini

La Sm, una malattia al femminile: l'incidenza tra le donne è di due volte superiore rispetto agli uomini

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    Sclerosi multipla, le donne colpite sono il doppio rispetto agli uomini

    La sclerosi multipla, la malattia che provoca lesioni a carico del sistema nervoso centrale, colpisce più le donne degli uomini, con un rapporto di 2 a 1. E’ così, solo nel nostro paese i malati sono almeno 110mila, dove la prevalenza appartiene al genere femminile. La malattia si manifesta per lo più con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio, e ogni 3 ore un italiano riceve una nuova diagnosi, aumentando il numero dei malati di 3400 nuovi casi ogni anno. E nonostante i numerosi studi al riguardo, la causa e la cura risolutiva non sono ancora state trovate, ma fortunatamente i malati di SM possono contare su terapie e trattamenti in grado di rallentare il suo decorso.

    Fu il neurologo francese Jean-Martin Charcot a fine ottocento a descrivere per primo la sclerosi multipla esattamente così com’è, con i suoi sintomi caratteristici. Ma nonostante i suoi primi studi si svolsero proprio su una paziente donna, all’epoca non si era a conoscenza del fatto che la sclerosi multipla colpisca maggiormente proprio le donne.

    Secondo Giancarlo Comi, Direttore della Neurologia al San Raffaele di Milano, il numero dei malati di SM è destinato ad aumentare. Durante il convegno Best Evidences in Multiple Sclerosis di Milano, Comi ha sottolineato che questo aumento dei casi è dovuto soprattutto a cause ambientali, ad esempio la carenza della Vitamina D dovuta all’inquinamento, alla scarsa esposizione al sole ecc. Fortunatamente le terapie stanno però portando al miglioramento della qualità della vita dei pazienti, e rispetto a qualche anno fa, oggi la sclerosi multipla non fa più paura neanche alle donne che vogliono avere una gravidanza. Rispetto a prima, oggi è noto che il decorso della SM non solo non è influenzato dalla gravidanza, ma questa ha anche un effetto protettivo dalla malattia. Le ricerche hanno infatti segnalato che durante i nove mesi vi è una riduzione significativa delle ricadute, come se la gravidanza fungesse da protezione per la donna, attuata forse dagli ormoni gravidici.

    Vi sono comunque persone che possono rimanere per anni senza progressione della disabilità, mentre altre possono manifestare una rapida progressione. Sembra che l’andamento nei primi 5 anni sia indicativo dell’andamento successivo.

    Un aspetto su cui c’è ancora molto da lavorare è la tutela delle donne lavoratrici affette da SM, perchè ancora oggi le donne con disabilità sono svantaggiate nell’accesso e nel mantenimento del lavoro.

    L’AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, durante la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, dal 21 al 29 maggio accende i riflettori con una campagna di informazione sulla malattia che mira ad abbattere gli ostacoli che rendono difficile la vita di chi deve convivere con questa malattia. Per maggiori informazioni e per contribuire alla causa è possibile visitare il sito ufficiale dell’associazione www.aism.it.