Sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica: quali sono le differenze?

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    Sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica: quali sono le differenze?

    La sclerosi multipla, SM, e la sclerosi laterale amiotrofica, SLA, vengono spesso confuse a causa della somiglianza terminologica sebbene si tratti di malattie diverse. In effetti qualcosa in comune ce l’hanno perché colpiscono entrambe il sistema nervoso, sono croniche e degenerano nel tempo. Tuttavia intaccano zone diverse e se la SM riguarda soprattutto persone di età compresa fra i 20 e i 40 anni, specialmente donne, la SLA solitamente colpisce individui di età compresa fra i 40 e i 70 anni. Scopriamo quali sono le differenze fra queste due patologie.

    Le zone colpite e le conseguenze sono diverse

    La prima differenza riguarda le zone colpite, difatti la Sclerosi multipla, di cui esistono varie tipologie, intacca la cosiddetta mielina, che garantisce la corretta conduzione degli stimoli nervosi. Non a caso la SM è soprannominata malattia demielinizzante, proprio perché provoca la perdita di mielina, da cui dipendono i danni neurologici e il rallentamento dell’impulso nervoso. Il nome sclerosi si deve alla formazione di cicatrici in varie zone mentre il termine Multipla si riferisce al fatto che la malattia può intaccare le diverse parti in tempi diversi. Le zone colpite dalle cicatrici che si vanno formando sono:

    - il sistema nervoso centrale

    - il cervello

    - il midollo spinale.

    La SLA, anche detta Malattia dei Motoneuroni, intacca invece solo i motoneuroni, cellule adibite al controllo del movimento muscolare, che progressivamente muoiono. Anche in questo caso la malattia provoca la formazione di cicatrici che però indeboliscono solo i muscoli, localizzate nei cordoni laterali del midollo spinale. Ne consegue che il soggetto colpito dalla SLA perde progressivamente forza muscolare e in alcuni casi l’indebolimento può addirittura sfociare in paralisi. I motoneuroni colpiti possono essere di due tipologie:

    - I motoneurone, detto anche centrale o corticale, localizzato nella corteccia cerebrale, adibito al trasporto del segnale dal cervello al midollo spinale

    - II motoneurone, detto anche periferico o spinale, localizzato nel midollo spinale, adibito al trasporto del segnale in periferia ai muscoli.

    L’età delle persone più a rischio non è la stessa

    I soggetti a rischio sclerosi multipla hanno un’età diversa rispetto alle persone colpite più di frequente dalla SLA.

    - La SM riguarda prevalentemente individui tra i 20 e i 40 anni, specialmente donne.

    - La SLA colpisce prevalentemente persone tra i 40 e i 70 anni e con un’incidenza decisamente inferiore rispetto alla sclerosi multipla.

    Le diagnosi sono diverse

    - La sclerosi mutipla viene solitamente diagnosticata valutando i vari episodi di disturbi neurologici disseminati nel tempo, che possono fornire una mappa per ricostruire il quadro clinico del paziente. Sebbene sia caratterizzata anche da alcuni sintomi tipici, essi spesso non sono sufficienti a permetterne l’individuazione precisa. Tuttavia esistono anche alcuni esami mirati, come la RM e l’analisi del liquido cerebrospinale, che permettono di diagnosticarla con maggiore sicurezza e facilità.

    - La diagnosi di SLA è invece più difficile perché questa patologia non comporta sintomi specifici, quindi si va spesso per esclusione dopo aver effettuato un esame neurologico per individuare eventuali lesioni dl I e II motoneurone associato ad altri esami strumentali.

    I sintomi sono diversi

    Per quanto riguarda la sclerosi multipla si possono individuare alcuni sintomi tipici, sebbene ciò che aiuta a individuare la patologia sia più che altro la storia clinica del paziente, attraverso l’individuazione di disturbi neurologici disseminati nel tempo e localizzati nelle zone caratteristiche. I sintomi più comuni della SM sono:

    - disturbi motori più o meno gravi

    - formicolii

    - sensazione di punture

    - calo o sdoppiamento della vista

    - vertigini accompagnate spesso da vomito e nausea

    - instabilità, barcollamento, disturbi dell’equilibrio

    - disturbi intestinali

    - a volte disturbi urinari

    - a volte disturbi sessuali

    Per quanto riguarda la SLA, essa colpisce solo il sistema motorio provocando sintomi a livello muscolare. Tra i sintomi più comuni:

    - debolezza sempre più intensa, che di solito parte dalle mani e dai piedi per poi intaccare il resto del corpo

    - rigidità

    - crampi muscolari

    - contrazioni involontarie

    Le terapie sono diverse

    Nel caso della sclerosi multipla le terapie ad hoc cercano di ridurre e prevenire le ricadute e rallentare il decorso della malattia. Esse includono principalmente:

    - somministrazione di farmaci appositi

    - terapie sintomatiche che permettono di agire sui sintomi e le complicanze della patologia.

    Per la SLA invece non esistono ancora farmaci specifici ma sono previsti trattamenti di altro genere il cui scopo è migliorare la qualità della vita del paziente, riducendo il più possibile eventuali complicanze. Tra essi si annoverano:

    - riabilitazione

    - ventilazione di supporto

    - somministrazione di appositi integratori alimentari

    Le ricadute

    Le ricadute nella sclerosi multipla, anche dette recidive, riacutizzazioni, peggioramenti, attacchi, consistono nella comparsa acuta o sub-acuta di anormalità neurologiche per 24 ore senza che compaiono febbre o infezioni di alcun tipo. Tra una ricaduta e l’altra possono trascorrere alcune settimane o addirittura anni a seconda dei casi e purtroppo non c’è modo di prevedere l’episodio nè di individuarne le cause, nonostante le tante ipotesi formulate dalle ricerche a tema. Tra queste si annoverano eventuali traumi, stress, infezioni e vaccinazioni,ma come premesso si tratta solo di supposizioni non confermate da dati certi. Sebbene le ricadute si guariscano spontaneamente, di solito al paziente vengono somministrati steroidi per pochi giorni in modo da ridurre al minimo la gravità e la durata. Diverso è il caso della SLA poiché questa malattia ha un decorso diverso rispetto alla SM: essa progredisce man mano che i motoneuroni muoiono nel corso di mesi o anni, in modo progressivo, senza le ricadute tipiche della sclerosi multipla. Nella SLA si verifica quindi un peggioramento progressivo, di pari passo alla morte dei motoneuroni.