Scarpe col Gps per i malati di Alzheimer, un aiuto per non perdere l’orientamento

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    Scarpe Gps Alzheimer

    Contro l’Alzheimer e i suoi devastanti effetti sulla memoria umana, arriva in aiuto la tecnologia. A vederle, sono delle scarpe sportive, delle sneackers perfettamente uguali alle altre, ma nascondono al loro interno un software Gps che permette, a chi le indossa, di non perdersi mai. Un piccolo chip che segnali ai familiari dell’anziano affetto dalla malattia di Alzheimer, quando si stia allontanando dal proprio ideale “recinto” di protezione (diciamo il quartiere, ad esempio) e rischi pericolosamente di perdere l’orientamento.

    Stiamo parlando, per il momento, di un prototipo che verrà messo presto in commercio solo negli USA (per il momento), dall’azienda di calzature Aetrex Worldwide, che ha ideato le speciali scarpe convinta (a mio avviso giustamente) di poter contare su un sicuro successo. In pratica, queste calzature funzionano un po’ come un braccialetto elettronico, solo che in questo caso non è un controllo punitivo, ma un semplice ed efficace salvavita.

    Un paio di sneackers con rilevatore satellitare (invisibile se non si sa che c’è) costeranno circa 300 euro, e l’azienda ne ha prodotto al momento 3mila paia. Secondo i produttori, l’idea di “nascondere” il dispositivo laddove il malato non lo possa vedere, permette di aggirare il problema legato agli atteggiamenti paranoici determinati dal morbo, come spiega il prof. Andrew Carle, che ha fornito la sua consulenza alla società Gtx che ha creato il software: “Se sono malati e indossano qualche oggetto che non riconoscono, se lo tolgono.

    Se l’orologio non è il loro solito, ad esempio, lo rimuovono. Così bisogna nasconderlo”. Se è invisibile, invece, il problema non sussiste. Nonostante l’evidente utilità, in America si sono levate molte perplessità sulla vendita di queste calzature, sostanzialmente legate alla privacy. Cosa accadrebbe se, infatti, venissero regalate subdolamente da un partner geloso all’altro, per spiarne i movimenti? Certo, sarebbe un disastro, ma purtroppo gli escamotage per violare la privacy altrui chi vuole li trova sempre, mentre far stare più tranquilli i familiari di un malato di Alzheimer, e il malato stesso, non ha prezzo.

    Dolcetto o scherzetto?