Scarlattina in gravidanza e negli adulti

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    La scarlattina è tipica dell’età pediatrica, ma può verificarsi anche in gravidanza e negli adulti. A differenza delle altre malattie esantematiche come la varicella e la rosolia, provocate da virus, la scarlattina è però causata da batteri della famiglia dello streptococco (streptococco beta-emolitico di gruppo A). Grazie ai progressi della medicina, questa patologia non rappresenta più un serio rischio per la salute pubblica ed individuale, come nel passato, ma i timori sono ancora molti. Cerchiamo di comprenderne insieme alcune caratteristiche che riguardano soprattutto gli adulti e le donne in gravidanza.

    La scarlattina negli adulti

    Come noto, la scarlattina colpisce essenzialmente tra i 3 ed i 12 anni, ma essendo causata da un batterio, non si ha un’immunità definitiva, come ad esempio avviene con la rosolia. Inoltre i batteri si distinguono in diversi ceppi, quindi, seppur raro, non va esclusa la possibilità di una reinfezione, anche in età adulta. Prima della scoperta degli antibiotici la mortalità da scarlattina era piuttosto rilevante aggirandosi tra il 15 ed il 20%. Oggi il tasso è azzerato, la prognosi è buona e poche le complicanze se non si è seguita adeguatamente la terapia: febbre reumatica, reumatismo articolare e glomerulonefrite acuta. Un discorso a se stante merita però la scarlattina in gravidanza.

    La scarlattina in gravidanza

    Un’ansia molto comune nelle future mamme è quella di ammalarsi durante la gravidanza mettendo a rischio la salute del feto. E questo accade anche per la scarlattina che viene vista al pari di altre malattie esantematiche che possono provocare malformazioni fetali. Ci sentiamo di tranquillizzare però le mamme in questione perché la scarlattina se contratta in gravidanza non presenta alcun rischio di malformazioni fetali. In rari casi il contagio del neonato può accadere al momento del parto a causa del contatto con batteri presenti a livello vaginale. Ma questo avverrebbe solo se occorre partorire proprio in quei pochi giorni in cui si è contagiose! L’unica problematica concreta è quella di parto pre-termine laddove l’infezione da streptococco raggiungesse tutto l’apparato genitale. Dunque che fare? Non esiste un vaccino e l’unico modo per prevenire questa infezione è evitare il contagio con persone potenzialmente o certamente infette, lavandosi spesso le mani se si è venuti a contatto con questo batterio o altri, ecc. L’importante è stare serene, non allarmarsi, ma avvisare comunque il medico ginecologo per valutare con lui l’eventualità di un tampone vaginale ed una successiva terapia antibiotica di copertura.

    Foto: Bravi Bimbi per Flickr

    Dolcetto o scherzetto?