Salute e radiazioni: Chernobyl 25 anni dopo

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    Quali sono stati o sono tutt’ora i danni per la salute dovuti alle radiazioni di Chernobyl? Una domanda complessa a cui ancora dopo un quarto di secolo sembra difficile rispondere. Era il 26 Aprile di 25 anni fa. L’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina avrebbe segnato la storia: dal quel momento sono state rivoluzionate tutte le norme di sicurezza, anche se i fatti di Fukushima, sembrano dire che non si è fatto abbastanza, ma soprattutto è iniziata una drammatica raccolta di dati che riguarda gli effetti a lungo termine della radioattività.

    L’unico altro dato di forte impatto statistico in precedenza si era avuto con le esplosioni atomiche in Giappone, che però avevano caratteristiche molto diverse: alte quantità di radiazioni in un breve lasso di tempo. Con l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, invece si assiste tutt’ora ad una presenza di radioattività seppure non necessariamente sopra i livelli di sicurezza (i fattori cambiano in base al luogo e al tipo di radiazioni). Ricordiamo inoltre che la nube tossica toccò abbondantemente l’Europa, oltre che la Russia, la Bielorussia e la stessa Ucraina. Da allora si continua a monitorare, non sempre adeguatamente la salute della popolazione coinvolta. Una vera conta dei decessi correlati, sembra ancora impossibile: oltre i 2 nel corso dell’esplosione ed i 29 in ospedale nei giorni successivi.

    Secondo alcuni calcoli effettuati dopo 5 anni dai ricercatori della Royal Academy of Engineering del Regno Unito, si sarebbero potute contare anche 10.000 vittime. Di contro, si parla di cifre incalcolabili, o comunque con almeno sei zeri! Mentre c’è chi nega l’impatto sulla salute delle radiazioni, come Wade Allison dell’Universita’ di Oxford (Gb) che al “New Scientist” ha dichiarato che vi sono stati solo i morti della sindrome acuta da radiazioni e 15 casi di cancro pediatrico della tiroide. Secondo un’analisi approfondita realizzata dall’Onu negli anni scorsi e pubblicata su alcune riviste scientifiche di settore, le radiazioni hanno provocato un deciso aumento di cancro alla tiroide, specie in età pediatrica. In aumento anche le malattie cardiovascolari ed i disturbi della cataratta.Confermati i disturbi alla fertilità, gli aborti spontanei ed un certo numero di malformazioni fetali.

    Si stima un aumento di mortalità di circa 4.000 casi in più rispetto alla media, ma si tratta di valutazioni ancora non concluse: sono molte le persone ancora coinvolte nella gestione della centrale che continua a disperdere radiazioni. Pensate, che in alcuni punti i livelli risultano alti come nel 1986. Purtroppo 25 anni non sono bastati per sanare una situazione così drammatica. Si spera un risultato diverso per Fukushima.