Sale in cucina, perché ridurlo ci fa bene alla salute

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    Sale in cucina

    Il sale in cucina è considerato indispensabile sia per condire le pietanze, che per conservarle. Tuttavia il sodio che noi ingeriamo mediamente ogni giorno è in dosi decisamente superiori rispetto a quanto sarebbe auspicabile. Di recente, infatti, l’OMS ha stabilito una quantità massima di sale tollerata da un organismo adulto, e questa soglia-limite è pari e 5 g al giorno. In realtà si tratta già di un limite piuttosto alto, dal momento che a sentire gli specialisti, la quantità corretta per ciascuno di noi sarebbe di solo 1 g al giorno di sodio. Se volete fare un raffronto con quanto consumate voi, sappiate che proprio in Italia “sforiamo” di ben 2 volte la soglia massima raccomandata, dal momento che i g di sale che assorbiamo ogni giorno attraverso l’alimentazione sono 11!

    Solo in Ungheria, a quanto pare, apprezzano più di noi le pietanze salate. Ma questo trend può e deve essere modificato, vediamo come e perché.

    Perché il sale ci fa male?

    Perché troppo sale fa male? Ci sono tanti motivi che dovrebbero spingerci a ripensare il nostro rapporto con questo condimento naturale, ma così pericoloso. Dovete considerare che dopo il fumo di sigarette, proprio l’eccesso di sodio nella nostra dieta è il secondo fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, responsabile di infarti e ictus, nonché di danni (a volte irreversibili) ai reni, i filtri del nostro sangue. Il fatto è che il sodio contenuto nel sale comune, è in grado di scompensare il nostro apparato cardiocircolatorio, innalzando la pressione sanguigna e finendo per danneggiare il cuore.

    Inoltre crea disturbi anche a livello di circolazione linfatica, favorendo fortemente la ritenzione dei liquidi e la formazione di edemi e cellulite (l’odiata cellulite!). Ecco perché l’OMS si sta muovendo per spingere i Paesi maggiori consumatori di sale, a favorire delle politiche di sensibilizzazione verso il problema, con campagne che mettano bene in luce l’importanza di ridurre il consumo di sodio e di prodotti che ne contengano elevate quantità. Ma intanto, noi consumatori, come possiamo cominciare a proteggerci dai danni del sale, e a ridurlo consapevolmente?

    Sale, come ridurlo senza rinunciare al gusto

    Il problema del sale è il fatto che ormai il nostro palato sembra non essere più in grado di farne a meno, ne siamo “intossicati”. Siamo abituati a ricercare la sapidità nelle pietanze che mangiamo, e ci disturba il fatto di sentire un cibo “sciapo”, come se non avesse sapore. In realtà è tutta una questione di abitudine, perché le nostre papille gustative possono e devono riabituarsi al gusto “vero” di ogni alimento, che sia carne, pesce, pasta o verdure. Basta ad esempio cominciare a ridurre del 10% alla settimana la quantità di sale che mettiamo nei condimenti, direttamente sui cibi o nell’acqua dove bolliranno pasta e riso, per ricominciare a “sentire” il sapore naturale di ogni alimento. Ma come fare?

    Ad esempio usando più spezie (dallo zafferano al curry, dalla noce moscata allo zenzero alla cannella), più odori ed erbette (basilico e prezzemolo, ma anche timo, maggiorana, tarassaco… non c’è che l’imbarazzo della scelta), il peperoncino, tutte preziose aggiunte di gusto ai nostri piatti, senza dannosi effetti collaterali. Evitiamo di portare il sale in tavola, così da non avere la tentazione si versarne sul cibo che abbiamo di fronte, saliamo meno l’acqua per la pasta, il sugo, le insalate. Non aggiungiamo sale sul pesce (specie se di mare, che è già ben saporito di suo), sulla carne alla griglia o arrosto, sulle patate e sugli ortaggi.

    Evitiamo tutti gli snack salati, le noccioline, le patatine e i crackers salati in superficie, i cibi in scatola (e magari scegliamo quelle che recano la dicitura “a basso contenuto di sale”, come il tonno o i brodi granulari), e se li usiamo, cerchiamo di sciacquarli o di scolarli per bene. Comunque limitiamo il consumo dei piatti pronti industriali, delle merendine e dei prodotti da forno confezionati (tutti sono ricchi di sale, anche i dolci), privilegiando, al loro posto, le materie prime fresche, di stagione, che cucineremo noi lasciandone intatto il gusto naturale. Ricordate, è tutta una questione di abitudine, e il nostro corpo ringrazierà.