Sale, diminuirlo fa bene

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    Sale grosso

    Da New York un’altra sfida all’ipertensione. L’amministrazione della Grande Mela ha stabilito le nuove linee guida: i ristoratori dovranno ridurre del 25% l’apporto di sale utilizzato nelle pietanze. Gli chef non sono molto contenti, ma ormai si sa quanto il sale possa influire negativamente sulla salute. La Kellogg’s si è già impegnata autonomamente in questo senso e molte sono le iniziative di sensibilizzazione al riguardo. Basti pensare che ogni anno viene realizzata una campagna informativa internazionale per la riduzione del consumo di sale mettendo a disposizione degli utenti e degli operatori della ristorazione collettiva, alcune indicazioni pratiche per i pasti consumati fuori dalle mura domestiche.

    L’evento, organizzato in genere nel mese di febbraio, è realizzato dall’associazione internazionale WASH- World Action on Salt and Healt, alla quale aderiscono oltre 300 scienziati ed esperti, italiani compresi. In Italia sono circa 15.000.000 gli ipertesi e la metà di questi non ne ha consapevolezza: è diagnosticata nel 50% dei casi al sopraggiungere delle sue complicanze, gravi (ictus, infarto, scompenso cardiaco, insufficienza renale). Quello che non si sa è che il sale, oltre a essere determinante nei casi di ipertensione aumenta il rischio di contrarre il cancro allo stomaco, l’osteoporosi (favorendo l’eliminazione di calcio che è fondamentale per le ossa), la calcolosi e l’obesità.

    I dati sono della SIIA (Società Italiana Ipertensione Arteriosa) che quest’anno nell’ultimo congresso ha affrontato proprio il tema dell’utilizzo del sale nel controllo di queste malattie. Tra i relatori Heinz Beck chef di fama internazionale, da sempre sensibile al connubio alimentazione e salute. Il gourmet in questa ed altre occasioni ha ricordato come il sale non vada necessariamente abolito dalle tavole:

    “Usare frutta e verdure fresche ricche di magnesio e potassio, aiuta a bilanciare gli effetti del sale. Bisogna saper scegliere e trasformare adeguatamente i prodotti per esaltarne il gusto e le proprietà nutritive”-ha concluso il famoso chef. Di fatto serve poco sale per far funzionare adeguatamente il nostro organismo. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) bastano al massimo di 5-6 grammi di sodio al giorno.

    Noi italiani ne consumiamo più del doppio, tra i 10 ed i 12 grammi. A Giugno, il Ministro Ferruccio Fazio in linea con le indicazioni della UE, ha firmato un protocollo d’intesa con alcune associazioni di categoria: lo scopo, quello di ridurre gradualmente la quantità di sale presente nel pane. Una curiosità: il palato si abitua in pochi giorni alla diminuzione di sapidità. Vale la pena di provare?