Rischio di infarto maggiore in chi subisce un lutto, il dolore può danneggiare il cuore

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    Infarto lutto

    Il dolore di un lutto può danneggiare il cuore provocando un infarto o un ictus, eventi più frequenti e probabili in chi sia appena stato colpito da un dolore improvviso, un trauma, uno shock come quello che la perdita di una persona cara può provocare. Situazioni fortemente stressanti dal punto di vista emotivo, psicologico, hanno anche dei risvolti di carattere organico, e questo è ben certificato, ma ora giunge a “rinforzare” questa verità, anche uno studio pubblicato sulla rivista Circulation, che mette il relazione attacchi cardiaci con notizie di eventi luttuosi e improvvisi.

    Per giungere alle loro conclusioni, ovvero che chi subisce un lutto ha il 21% di probabilità in più di subire un attacco cardiaco (e il 6% in più durante la settimana che segue la notizia) a causa degli scompensi provocati dallo stress emotivo, hanno analizzato i dati relativi a 1985 individui che erano reduci da un problema al cuore.

    Per determinare quanto incida il dolore per un evento luttuoso nei casi di disturbi cardiocircolatori, gli scienziati hanno controllato la storia clinica dei pazienti, ma anche indagato i loro fatti privati, per verificare quanti di loro avessero avuto una tragica perdita di recente. Ebbene, il 13,6% del campione era reduce proprio da un lutto importante, e molti di loro erano stati colpiti dall’attacco cardiaco proprio il giorno stesso in cui erano giunti a conoscenza della scomparsa del congiunto.

    Peraltro, da notare che sono soprattutto le donne particolarmente sensibili a reagire in modo così drammatico per la loro stessa salute ad un lutto. La cosa non ci stupisce, anche di recente vi avevamo segnalato di un altro studio che aveva proprio individuato nella popolazione femminile le vittime designate della cosiddetta “sindrome del cuore spezzato”.

    Dolori al petto, affanno, fibrillazione, questi sono i segnali da non sottovalutare. “In queste condizioni – consiglia il coordinatore dello studio, Murray Mettleman – bisogna prendersi cura di se stessi e porre attenzione ai sintomi di un possibile attacco cardiaco”. Perciò, anche se sopraffatti dal dolore, è importante non perdere mai di vista il nostro equilibrio psico-fisico, cercare di prenderci cura di noi è il modo migliore di reagire ad un grande stress, ricordiamocelo.