Ricerca sulla procreazione: è il DNA a determinare quando e quanti figli si avranno

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    Ricerca sulla procreazione: è il DNA a determinare quando e quanti figli si avranno

    Secondo un recente studio sulla procreazione è il DNA a determinare quando e quanti figli si avranno nel corso della vita. In un momento non certo roseo per quanto riguarda la nascita di nuove vite, sopratutto in Italia, sembra sia stato scoperto che a stabilire il momento giusto per procreare, e il preciso numero di figli da avere, sia scritto proprio nei nostri geni.

    E se contro la campagna del Fertility Day in molti si sono scagliati con motivazioni legate al rovinoso contesto sociale, economico e politico che influenza in maniera decisiva la scelta di non avere figli, da oggi la responsabilità sembra sia da attribuire principalmente al proprio corredo genetico.

    La ricerca scientifica sul DNA

    Se pensavamo che nel nostro DNA fosse scritto il nostro peso forma o che il tradimento fosse sempre e solo una questione di DNA, dobbiamo aggiornarci, perché il nostro corredo genetico ha da dirci molto di più.

    La ricerca pubblicata su Nature Genetics ha messo in luce come 24 geni responsabili della procreazione, organizzati in 12 aree specifiche della sequenza di DNA, possano condizionare il comportamento riproduttivo di una persona. Lo studio, frutto della collaborazione tra scienziati dell’Università di Oxford (Gran Bretagna), Groningen (Paesi Bassi) e Uppsala (Svezia), è stato condotto su 238 mila soggetti di ambo i sessi, in relazione all’età del loro primo concepimento, e su ulteriori 330 mila soggetti in merito al numero di figli generati nel corso della propria vita. Attraverso i dati così raccolti, sono state identificate diverse varianti genetiche in grado di predire il comportamento riproduttivo umano, tanto maschile, quanto femminile. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto l’esistenza di ulteriori elementi cromosomici predisposti alla conoscenza della comparsa del primo ciclo mestruale e a relazionare questa evidenza con le facoltà riproduttive nell’età adulta.

    I risultati della ricerca

    I risultati prodotti dalla ricerca sostengono che le donne soggette a diventare madri presentano frammenti di codice del DNA associati con un’insorgenza tardiva delle mestruazioni, e di conseguenza una menopausa posticipata. Nei ragazzi, invece, uno degli elementi in grado di influenzare il loro comportamento riproduttivo sarebbe l’età in cui avviene il cambiamento della voce.

    Tuttavia, è anche stato scoperto che i geni possono prevedere la probabilità che una donna rimanga senza figli. A questo proposito, secondo gli autori dello studio, una ricerca maggiormente concentrata sulla funzione di questi geni potrà fornire nuove intuizioni per migliorare i trattamenti legati all’infertilità.

    Nicola Barban, ricercatore all’Università di Oxford, spiega che “I nostri geni non determinano il nostro comportamento, ma per la prima volta abbiamo individuato delle zone del Dna che lo influenzano. E’ un’altra piccola tessera che ci aiuta a comporre un puzzle enorme”. Tuttavia, l’esperta ci tiene a precisare che “è importante collocare i risultati nella giusta prospettiva, perché avere dei figli continua a dipendere in modo più forte da fattori ambientali e sociali. Rispetto alla genetica questi giocano sempre un ruolo più importante sulla decisione di avere dei bambini e, se sì, quando”.

    Dolcetto o scherzetto?