Ragazza affetta da tetraplegia diventa mamma

da , il

    piedini neonato

    Una ragazza affetta da tetraplegia è diventata mamma. In teoria questa non dovrebbe essere una “notizia”, ma in pratica lo è. Disabilità e maternità possono coincidere, ma non tutti ne hanno consapevolezza adeguata, e molti non desiderano neppure acquisirla. Lo stigma c’è, esiste ancora e molte donne disabili che vorrebbero avere dei figli sono spesso costrette a rinunciare perché timorose di non trovare la dovuta assistenza, anche psicologica. Spesso non è solo un timore, ma una concreta e drammatica realtà. Incontrano sulla loro strada persone che non hanno le necessarie conoscenze scientifiche per avviarle ed accompagnarle al ruolo di madre. Un diritto di ogni donna. E’ per questo che noi di Pourfemme abbiamo deciso di raccontarvi la splendida storia di Gloria, per spargere la voce, per dare una speranza in più, per informare.

    Gloria, tetraplegica diventata mamma

    Gloria, questo il nome della ragazza di 28 anni, neomamma in sedia a rotelle. E’ nata e cresciuta nella provincia di Padova ed è affetta da tetraparesi spastica. Questo non gli ha impedito di trovare l’amore, sposarsi e decidere di affrontare una gravidanza e la maternità non appena con suo marito, ha deciso che fosse arrivato il momento giusto. La sua positività e forza di carattere hanno convinto non solo i familiari che ben la conoscevano, ma anche l’equipe medica a cui la ragazza aveva deciso di affidarsi, presso il dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente del Policlinico Abano Terme. Rischi, sia per la mamma che per il bambino c’erano, ma meritavano di essere affrontati: nove mesi di attesa con la consapevolezza che al mondo poche donne tetraplegiche finora sono riuscite a portare a termine la gravidanza. Ora Gloria è una in più di queste: con un taglio cesareo ha dato alla luce la sua bambina, Alessandra.

    Cos’è la tetraparesi spastica?

    La tetraparesi spastica rientra tra le forme di paralisi cerebrale infantile, quale manifestazione senso-motoria di un danno cerebrale che si sviluppa nell’infanzia. Tra le cause principali di queste paralisi cerebrali vi sono anomalie cromosomiche, malformazioni neonatali, infezioni durante la gravidanza e spesso purtroppo complicanze durante il parto, come probabilmente è accaduto alla giovane Giulia e nascite premature. La spasticità consiste nella paralisi degli arti associata ad altri fattori tra cui l’epilessia, l’ipotermia, un deficit sensitivo con alterazione del senso del movimento e della posizione corporea, incoordinazione dei movimenti della lingua e della deglutizione; il linguaggio è ritardato, disturbi e ritardo dell’apprendimento ed intellettivo, disturbi visivi come lo strabismo. Nei primi mesi di vita la diagnosi è difficile perché i sintomi non sono chiari e costanti. Alessandra ora ha compiuto 6 mesi ed è stata sottoposta ad un importante follow up. Sta bene. Ed è bella come la sua mamma.

    Fonte: Policlinico di Abano Terme

    Foto: Sartor per Flickr