Ragadi anali: sintomi, alimentazione consigliata e cure

Ragadi anali: sintomi, alimentazione consigliata e cure

La ragade anale colpisce maggiormente individui giovani adulti con un'incidenza accentuata tra i 20 ed i 40 anni, interessando uomini e donne in ugual misura

da in Malattie
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    Ragadi anali: sintomi, alimentazione consigliata e cure

    Le ragadi anali sono generate da un trauma spesso provocato da chi soffre di stitichezza o di diarrea cronica, che determina una ferita nel canale anale. I sintomi più frequenti sono il dolore e il prurito, accompagnati da un lieve sanguinamento. Il problema può diventare grave e debilitante quando le lacerazioni non si rimarginano, e il dolore può quindi peggiorare e indurre la persona ad evitare l’evacuazione e ed aggravare la situazione. Per aiutare chi soffre di ragadi anali andiamo quindi a dare delle informazioni utili anche riguardo all’alimentazione consigliata e alle cure da attuare.

    Una patologia comune, la ragade anale è una piccola ferita sulla cute dell’ano che viene spesso confusa con altre patologie che presentano gli stessi sintomi, quali le emorroidi.

    Una ragade anale è una ferita del bordo anale frequente in chi soffre di stitichezza, che nelle fasi iniziali provoca fastidi come prurito e sanguinamento, per poi provocare dolore intenso soprattutto con la defecazione quando la situazione peggiora. Nei casi più gravi, dolori e contrazioni spastiche si estendono anteriormente portando a disturbi della minzione. Nel caso di ragadi anali sierose si nota la presenza di
    siero, mentre nella condizione di ragadi anali cronicizzate spesso si nota la presenza di un polipo sentinella, una piccola massa di natura benigna in prossimità della ragade.

    Le cause che possono provocare le ragadi anali sono molteplici: stipsi, diarrea prolungata, un’infiammazione della regione anorettale, residui alimentari irritanti, ossia fattori che possono provocare una lesione dell’ano che fa fatica a guarire e che si riapre ogni volta che si defeca. Altre cause possono essere la gravidanza, il parto, uno stile di vita sedentario ma anche un’alimentazione scorretta.

    Nella maggior parte dei casi, le ragadi anali guariscono in un paio di settimane, soprattutto se si seguono alcune disposizioni.

    Si possono utilizzare lassativi naturali, ci si può aiutare seguendo un’alimentazione ad alto contenuto di fibre e di cibi liquidi, si possono fare bidet con acqua tiepida e utilizzare pomate contenenti anestetici locali.
    Ma nel caso di ragadi anali più gravi si rende necessaria anche una terapia farmacologica che generalmente comprende anche una pomata di nitroglicerina. Alla terapia farmacologica si può associare anche un trattamento che consiste in un’iniezione di tossina botulinica nello sfintere anale per creare un rilasciamento temporaneo della muscolatura e far guarire la ragade. Esiste anche trattamento chirurgico, la sfinterotomia laterale interna, dove lo sfintere anale interno viene parzialmente diviso per ridurre lo spasmo e migliorare l’afflusso di sangue.

    Come abbiamo già accennato, un’alimentazione corretta può aiutare la costipazione e mantenere le feci morbide, infatti ricordiamo che una delle cause delle ragadi anali è la stitichezza che può procurare lacerazioni interne dello sfintere anale. La dieta dovrebbe quindi seguire delle regole di base:

    • Aumentare il consumo di alimenti ricchi di fibra, ossia frutta, verdura, cereali, pane integrale, ecc;
    • Aumentare il consumo di acqua;
    • Evitare il consumo di alcolici;
    • Evitare prodotti contenenti caffeina;
    • Utilizzare integratori di fibra come ispaghula, metilcellulosa, crusca o gomma sterculia;
    • Evitare i cibi piccanti, gli insaccati e le spezie;
    • Evitare succhi di frutta acidi.

    Inoltre, e necessario cercare di evitare il più possibile il fumo, gli sforzi eccessivi ma anche la sedentarietà, sforzandoci di mantenere una vita attiva costante nel tempo.

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