Raffreddore: non esistono rimedi, la scienza si arrende

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    Latte e miele, infusi, tisane, erbe officinali e chi più ne ha più ne metta! Ogni anno, quando il raffreddore colpisce, le proviamo tutte pur di guarire rapidamente. I rimedi naturali difficilmente hanno effetti collaterali, quindi provare è lecito, ma quale beneficio riusciamo realmente a trarne? La scienza sentenzia: non se ne trae alcun beneficio tangibile! Dopo aver messo alla prova qualsiasi cosa – dalla vitamina C al ginseng, passando per gli alcolici e l’attività fisica – i ricercatori sembrano essersi arresi: il raffreddore non si può curare se non starnutendo e soffiando il naso.

    L’ultimo tentativo della ricerca, fallito miseramente, ha messo alla prova una piantina nota agli erboristi: l’echinacea. Un team di ricercatori dell’Università del Wisconsin ha diviso in due gruppi un campione di 700 volontari affetti da raffreddore. Il primo gruppo ha assunto regolarmente echinacea, il secondo gruppo ha semplicemente atteso che la malattia facesse il suo corso. Ebbene, il raffreddore è durato in media sette giorni: i volontari del primo gruppo sono guariti con poche ore di vantaggio. Un scarto insignificante, che purtroppo non ha valore statistico.

    In ogni caso, spiega il segretario della Federazione italiana dei medici di famiglia del Lazio Pier Luigi Bartoletti, l’echinacea come “Tutto ciò che non fa male è ben accetto e non sconsigliamo certo di prendere spremute d’arancia o altre medicine naturali. Ma alla fine l’unico rimedio valido resta soffiarsi il naso”. Insomma, grazie alla medicina moderna in alcuni casi siamo in grado di debellare completamente un tumore maligno, ma per il raffreddore c’è poco da fare: bisogna tenerselo finché non se ne va!