Quando l’endometriosi causa infertilità e sterilità

In Italia si stima che siano circa 3 milioni le donne affette da endometriosi, una condizione che può intaccare l'ovaio, la vescica o l'intestino, provoca forti dolori e irritando i tessuti e crea una situazione non favorevole al concepimento. Non si conosce ancora con precisione la causa dell’endometriosi ma ogni mese, sotto l’influsso degli ormoni femminili, si assiste a una sua progressione.

da , il

    Quando l’endometriosi causa infertilità e sterilità

    Per 1 donna su 10, l’infertilità e la sterilità femminile dipendono dall’endometriosi, una patologia di difficile individuazione causata dalla presenza di cellule dell’endometrio fuori dalla sua sede abituale, cioè l’utero, per la quale ancora non esistono terapie efficaci. Molte donne affette da endometriosi spesso decidono di rivolgersi alla procreazione assistita, ma la ricerca medica oggi riesce ad offrire buone possibilità di una gravidanza anche in donne che presentano questa patologia.

    Che cos’è l’endometriosi

    L’endometriosi, una delle patologie tipiche dell’età fertile della donna, è di natura benigna, ma ciò non significa che non sia invalidante, solo che non mette a rischio la vita delle pazienti. La crescita del tessuto endometriale al di fuori dell’utero può avvenire in diversi distretti: può colpire le ovaie, le tube di Falloppio, l’intestino, la vescica, il setto retto-vaginale e raramente può spingersi molto più lontano raggiungendo i polmoni. In alcuni casi l’endometrio cresce all’interno della muscolatura uterina, nel miometrio, provocando un’altra forma di endometriosi, l’adenomiosi, che può impedire l’annidamento dell’ovulo fecondato.

    Il sintomo più caratteristico dell’endometriosi è il dolore, soprattutto durante il ciclo mestruale in concomitanza con lo stesso o durante l’ovulazione. Ci sono poi anche altri sintomi, non meno significativi come: il dolore durante l’atto sessuale, affaticamento cronico, periodi di stitichezza alternati a diarrea, infertilità (30/35%) e aborti spontanei.

    Una diagnosi difficile

    Generalmente, l’endometriosi non compare prima della pubertà e regredisce spontaneamente con la menopausa. Il sintomo cardine di questa patologia è dunque il dolore in diverse forme e gravità, ma nei casi più lievi l’endometriosi può anche essere asintomatica. Ciò provoca la difficoltà nell’individuare la sua presenza, soprattutto nel momento in cui si vuole concepire un figlio ma sembra impossibile.

    Sia la risonanza magnetica che le ecografie non permettono di evidenziare la presenza di tessuto endometriale extrauterino. Tuttavia, spesso si giunge alla diagnosi occasionalmente in corso di interventi chirurgici a scopo diagnostico. Il gold standard per la diagnosi dell’endometriosi rimane a tutt’oggi la laparoscopia, una tecnica chirurgica che, a differenza di quella tradizionale, consente di operare attraverso alcune piccole incisioni sulla pelle di 1 centimetro ciascuna.

    Come interferisce l’endometriosi sulla fertilità

    L’endometriosi può interferire in diversi modi sulla fertilità, ma è difficile indicare con precisione l’impatto vero e proprio, poiché vi è una proporzione imprecisata di donne affette da endometriosi che ottengono una gravidanza senza aver mai ricevuto una diagnosi di endometriosi. In linea generale, l’endometriosi si associa a subfertilità, cioè alla riduzione delle probabilità di concepimento. Infatti, è possibile che una parte delle donne infertili con endometriosi otterrà un concepimento spontaneo eventualmente dopo un periodo di ricerca più lungo rispetto alla popolazione non affetta. Purtroppo, l’endometriosi è una malattia sempre più frequente nelle donne, soprattutto in quelle che scelgono di avere figli più tardi. È quindi opportuno non ritardare eccessivamente la ricerca di una gravidanza. In caso di mancato concepimento dopo tentativi spontanei, si può ricorrere alla chirurgia o alle tecniche di fertilizzazione assistita. Tuttavia, non più del 30-40% delle donne infertili affette da endometriosi alla fine otterrà una gravidanza.

    Perchè l’endometriosi può causare l’infertilità

    Nonostante non è ancora del tutto chiara l’associazione tra infertilità/sterilità ed endometriosi, gli studi sottolineano il coinvolgimento fra fattori immunitari o vascolari che ostacolano la funzionalità delle ovaie o l’instaurarsi di una gravidanza. I focolai dell’endometrio sembra che provochino una reazione di difesa dell’organismo, che impedisce l’annidamento dell’embrione nell’utero. Inoltre, l’endometriosi può portare alla formazione di aderenze ed ostruzioni che rendono difficile l’incontro tra l’ovulo e gli spermatozoi, nonché l’impianto dell’embrione.

    Quali sono le cure per l’endometriosi?

    Davanti ad un’endometriosi leggera si può attendere una guarigione spontanea e procedere con la ricerca di una gravidanza. Nei casi più gravi, invece, per superare il problema della fertilità o della sterilità bisognerà procedere con una terapia farmacologica o anche chirurgica.

    La terapia mediante farmaci, che non compromette la possibilità di giungere ad una gravidanza, consiste nell’utilizzare i progestinici, gli estroprogestinici (pillola contraccettiva), gli analoghi agonisti del GnRH, il danazolo ed il gestrinone, per atrofizzare l’endometrio ectopico. Tuttavia, è bene sapere che le terapie mediche per l’endometriosi controllano il dolore, ma non aumentano le probabilità di gravidanza né guariscono definitivamente la malattia.

    In alternativa alle terapie mediche possono essere eseguiti interventi chirurgici conservativi o demolitivi, come l’isterectomia, cioè l’asportazione degli organi genitali, generalmente effettuati tramite laparoscopia. Se in quelli demolitivi la sterilità è sicura, con la chirurgia conservativa l’infertilità associata a endometriosi ha moderate possibilità di guarire.

    Dolcetto o scherzetto?