Quali sono i sintomi della sindrome di Stendhal e come si cura

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    Di sicuro avrete già sentito parlare della Sindrome di Stendhal, anche se di preciso non sapete bene di cosa si tratta. Cerchiamo di capire insieme quali sono i sintomi e le possibilità di cura di questa malattia psicosomatica che colpisce in modo particolare chi si reca in luoghi ricchi d’arte. Un tema quanto mai attuale visto che siamo tutti in procinto di scegliere il luogo più adatto per le nostre vacanze, o addirittura stiamo per partire. Il nome della malattia mutua dal famoso scrittore francese Stendhal (pseudonimo di Henry Marie Bayle) che nel 19° secolo descrisse abilmente i sintomi in un suo testo: Napoli e Firenze: Un viaggio da Milano a Reggio.

    Quali sono i sintomi della sindrome di Stendhal

    “Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.” Con queste parole lo scrittore descrisse la sua esperienza culturale fiorentina, riscontrata da molte altre persone: vertigini, svenimenti, tachicardia, fino ad allucinazioni ed attacchi di panico. E’ questo l’insieme dei sintomi di quella che è anche definita la Sindrome di Firenze (perché il maggior numero di casi si continuano a manifestare in questa splendida città d’arte), o malattia da iperculturemia. La sensazione estatica e patologica sembra scatenarsi in individui particolarmente sensibili, in luoghi ricchi di opere d’arte, proprio ad esempio come gli Uffizi di Firenze.

    Come si cura la sindrome di Stendhal?

    Per lungo tempo si è discusso sull’effettiva esistenza della sindrome di Stendhal, ma nonostante lo scetticismo anche del mondo psichiatrico, la sintomatologia può protrarsi nel tempo (e dunque alla visione di opere d’arte in luoghi diversi) ed obbligare a trattamenti ospedalieri oltre che antidepressivi o antipsicotici. Si tratta comunque di una malattia molto rara e dunque va evidenziato che ancora più rari sono i casi così estremi. Solitamente se il disturbo non passa può essere utile anche una terapia psicologica.

    Curiosità sulla sindrome di Stendhal?

    La sindrome di Stendhal fu descritta come tale, per la prima volta dalla psichiatra italiana Graziella Magherini che osservò e descrisse poi in un testo scientifico, ben 100 casi avvenuti a turisti in visita a Firenze. Gli italiani, sembrano esserne immuni, mentre risultano essere particolarmente suscettibili i giapponesi ed altre popolazioni europee. Esistono delle malattie similari: la sindrome di Parigi che colpisce in particolare chi visita Notre-Dame, e la sindrome di Gerusalemme che si rapporta essenzialmente a contesti religiosi, più che puramente artistici. Tutti e tre i casi sono riconducibili alla più generale sindrome del viaggiatore.

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