Puntura di scorpione: sintomi e cosa fare

Gli scorpioni sono animali velenosi e pertanto vi è sempre grande paura che possano colpirci con il loro pungiglione. Fortunatamente, le specie presenti in Italia, pur disponendo di veleno, non sono letali. La loro aggressività nei confronti dell’uomo è scarsa, e in caso di puntura saranno visibili dei sintomi che solo in alcuni casi dovranno essere gestiti da personale medico.

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    Quali sono i sintomi della puntura di scorpione e cosa è necessario fare per rimediarvi? Esistono almeno 1500 specie di scorpioni nel mondo, ma quelle presenti in Italia, conosciute col nome di Euscorpius Italicus, non sono letali. Bisogna comunque prestare molta attenzione alla loro puntura perchè può provocare reazioni allergiche anche serie, soprattutto nei bambini più piccoli. Proprio per questo motivo l’incontro ravvicinato con uno scorpione non può essere sottovalutato e occorre intervenire in tempo, rivolgendosi a strutture sanitarie di emergenza.

    Sintomi più frequenti

    I sintomi relativi alla puntura di uno scorpione possono essere molteplici e più o meno intensi, a seconda del soggetto.

    Il dolore potrebbe irradiarsi nel corpo umano anche qualche minuto dopo la puntura e venir percepito maggiormente alle articolazioni di ascelle e inguine.

    Tutti i sintomi di seguito riportati non sono comunque gravi o preoccupanti e dovrebbero attenuarsi nel giro di 2-3 ore. Tuttavia, la zona della puntura può rimanere dolorante o ipersensibile al tatto, al caldo e al freddo, fino a 3 giorni. Ecco i sintomi più riscontrati:

    • forti dolori
    • prurito
    • eruzioni cutanee
    • nausea
    • vertigini
    • insensibilità articolare leggera
    • difficoltà respiratorie
    • debolezza generale

    Esiste anche la possibilità che si presentino dei sintomi sistemici come:

    • insensibilità di viso, bocca o gola
    • spasmi muscolari
    • sudorazione
    • vomito
    • febbre
    • irrequietezza

    Se i sintomi riportati da una vittima dovessero in un certo senso divenire anomali, è possibile che si tratti di un’allergia nei confronti della puntura di scorpione, e diventa quindi necessario chiamare un’ambulanza affinché lo shock anafilattico venga gestito nel migliore dei modi.

    Cosa fare

    Mantenere la calma

    Innanzitutto è importante ricordare di mantenere sempre la calma dopo la puntura di uno scorpione, perchè il veleno di questo animale porta la vittima a un elevato stato d’ansia, come può accadere in seguito alla puntura di calabrone. Dunque è necessario cercare in ogni modo di non cadere in preda al panico.

    Chiamare i soccorsi se necessario

    Il veleno dello scorpione ha di solito un tasso di tossicità basso o comunque moderato, ma nei bambini potrebbe causare fastidi di maggiore intensità. In quest’ultimo caso, quindi, è consigliato chiedere l’intervento di un’ambulanza.

    Sarebbe opportuno chiedere il soccorso sanitario soprattutto se lo scorpione sembra potenzialmente pericoloso, se la vittima è una persona anziana o qualcuno con difficoltà cardiache o polmonari, o se si manifestano altri sintomi oltre al dolore e a un lieve gonfiore.

    Disinfettare la zona cutanea

    Se la ferita non è particolarmente pericolosa da aver bisogno dell’intervento medico, è bene agire comunque in fretta disinfettando la zona dove è avvenuta la puntura dello scorpione, con acqua e sapone. In questo modo si toglierà ogni residuo di veleno e si manterrà pulita la ferita, per ridurre il rischio di infezione. Per contenere il dolore avvertito, può essere utile applicare degli impacchi caldi o freddi e prendere eventualmente un medicinale antidolorifico.

    Applicare del ghiaccio

    Il freddo aiuta a rallentare la diffusione del veleno, riduce il gonfiore e rende la zona insensibile al dolore. Si consiglia di tenere l’impacco, o la borsa del ghiaccio, sulla puntura di scorpione per 10-15 minuti alla volta, aspettando altrettanto tempo tra un’applicazione e l’altra. Questo trattamento è più efficace se eseguito entro due ore dall’incidente.

    Se la vittima ha problemi circolatori, è importante applicare il ghiaccio solo per 5 minuti alla volta, per evitare problemi.

    Assumere un antidolorifico

    Chi viene punto da uno scorpione può limitare i sintomi dolorosi con antidolorifici da banco come l’ibuprofene, l’aspirina o il paracetamolo. sono però altamente sconsigliati farmaci oppiacei di tipo narcotico, perché potrebbero sopprimere la respirazione. Se il dolore è intenso, è necessario rivolgersi al medico.

    Mantenere l’area ferita sotto il livello del cuore

    Diversamente da altre ferite di animali, come la puntura di api e vespe, la puntura di scorpione non deve mai essere sollevata a un livello superiore del cuore, perché potrebbe provocare una diffusione più rapida del veleno nell’organismo. È quindi necessario che la ferita rimanga al livello del cuore o più in basso e vengano ridotti al minimo i movimenti della vittima, per evitare che la frequenza cardiaca acceleri diffondendo il veleno più velocemente.

    In caso di allergie

    Se sono possibili delle reazioni allergiche e si notano sintomi come il battito cardiaco non regolare, il formicolio alle estremità o la respirazione difficoltosa, è necessario assumere immediatamente un antistaminico, in quanto il veleno dello scorpione italiano contiene l’istamina e potrebbe portare il soggetto allo shock anafilattico.

    In questa situazione è importante agire velocemente quindi se l’antistaminico non è alla propria portata, bisogna chiamare in fretta il medico o l’ambulanza spiegando per telefono l’accaduto, il tipo di scorpione, i sintomi e lo stato di salute della vittima.

    Cosa non fare

    In caso di puntura di uno scorpione è bene non applicare dei lacci emostatici sopra o sotto la zona colpita dal pungiglione, perché le tossine sono in quantità molto bassa e si spostano velocemente. Un laccio emostatico non applicato in modo corretto, quindi, potrebbe causare più danni che benefici.

    Inoltre, è importante non praticate alcun tipo di incisione sulla puntura di scorpione e non cercare di succhiar fuori il veleno, in quanto si possono correre gravi rischi, come provocare un’infezione maggiore alla vittima o far entrare la sostanza tossica nella circolazione sanguigna di chi tenta di rimuoverla.