Puntura di ape o di vespa: i rimedi naturali

Specialmente in estate, si ha il timore di essere punti da api o vespe. Accade ogni anno, ma c’è sempre il dubbio di cosa fare in questi casi. Se si utilizzano prontamente alcuni semplici rimedi naturali, sarà possibile alleviare il dolore in pochi minuti, dimenticando facilmente il brutto incidente.

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    Puntura di ape o di vespa: i rimedi naturali

    Quali sono i rimedi naturali utili per la puntura di ape o vespa? Uno degli aspetti sgradevoli della bella stagione è sicuramente il pericolo costituito dalle punture di api e vespe. Questi piccoli insetti, preziosissimi per l’ambiente e raramente molesti nei confronti dell’uomo, sono dotati di appuntiti pungiglioni in grado di penetrare nel tessuto cutaneo, iniettare il loro veleno e, nei casi più gravi, provocare violente reazioni allergiche nel malcapitato di turno. Quando si viene punti è quindi di fondamentale importanza sapere con certezza come comportarsi per limitare possibili complicazioni.

    Sintomi più comuni

    La gravità della puntura varia a seconda del tipo di insetto e della sensibilità individuale di chi subisce questo danno. Dopo essere stati punti, infatti, si possono distinguere due tipi di reazioni.

    Nei soggetti non allergici, i sintomi manifestati dopo una puntura di ape o vespa possono durare anche 24 ore ma sono di natura lieve e prevedono:

    • gonfiore
    • bruciore intenso
    • prurito
    • dolore nell’area colpita

    Nei soggetti che presentano delle allergie verso le punture di insetti, invece, si possono osservare sintomi più generalizzati su un’area più vasta e più gravi, come:

    • tosse
    • respiro sibilante
    • mancanza di respiro
    • stordimento
    • tachicardia
    • senso di svenimento e pressione bassa
    • nausea
    • vomito
    • crampi addominali
    • diarrea
    • orticaria diffusa
    • angioedema
    • sudorazione
    • vampate di calore

    Rimedi naturali

    Eliminato il pungiglione, sono disponibili diversi rimedi naturali che possono curare la puntura e il dolore provocato da api e vespe. Ecco quello che offre la Natura per evitare di avere gonfiore per più di ventiquattro ore:

    Limone

    Il limone svolge una spiccata azione antinfiammatoria, riuscendo a contrastare il veleno tipico di api e vespe. Inizialmente brucerà un po’, ma è normale. Si può bagnare la zona interessata con del succo di limone fresco o applicare localmente una fetta di limone per venti minuti.

    Argilla

    Oltre a rendere la pelle perfetta, l’argilla ha la capacità di dare una sensazione di freschezza e di sollievo subito dopo la puntura dell’ape. Inoltre, possiede delle interessanti proprietà lenitive, utili in caso di contatto con l’insetto. si possono aggiungere a tre cucchiaini di argilla, uno di acqua e creare così una miscela da applicare sul gonfiore, eliminandola con acqua fredda solo quando si sarà seccata completamente.

    Aglio

    Fa puzzare l’alito e rende più pungente l’odore di sudore, ma l’aglio è ottimo per contrastare l’infezione dovuta alle puntura di api. Basta prendere uno spicchio, spaccarlo in due e usare la parte centrale, con leggeri movimenti circolari, per alcuni minuti sulla parte della pelle colpita. Lasciare agire per una decina di minuti e lavare con acqua fresca.

    Aceto

    L’aceto contrasta subito il veleno dell’ape attraverso l’applicazione, per 20 minuti, sulla pelle di una garza imbevuta del suo liquido.

    L’aceto si può anche mischiare due cucchiaini di olio di lavanda con altri due di olio extravergine di oliva e usare il composto proprio come se fosse una crema, lasciandolo agire per venti minuti. L’olio di lavanda svolgerà una potente azione antinfiammatoria mentre l’olio di oliva renderà la pelle più morbida e nutrita.

    Bicarbonato

    Il bicarbonato di sodio è un rimedio multiuso, utile anche per le punture di vespa. Per applicarlo sulla puntura basterà mescolarne un cucchiaino con un po’ d’acqua fino ad ottenere un composto dalla consistenza cremosa, facile da spalmare. Dopo averlo applicato sul gonfiore per alcuni minuti, potrà essere risciacquato con acqua fredda.

    Come riconoscerle

    Appartenenti alla classe degli insetti, api e vespe sembrano simili, sia per la struttura fisica, sia perché entrambe le famiglie di cui fanno parte sono organizzate in vere e proprie società, complesse e rigidamente regolate.

    Entrambe presentano il corpo composto da tre segmenti: capo, torace e addome. Sul primo si possono osservare le antenne sensoriali, due paia di ali e l’apparato boccale. Sul torace due paia di ali e sei zampe funzionanti. Infine, all’estremità dell’addome c’è il pungiglione, in grado di perforare la pelle e di inoculare il veleno da una ghiandola annessa.

    Tuttavia, la differenza tra api e vespe è significativa, e riguarda tanto l’aspetto esteriore, quanto la loro dieta e il loro comportamento dentro e fuori la società d’appartenenza. Conosciamoli meglio.

    Ape

    ape

    L’ape, Apis mellifera, si alimenta del nettare presente nei fiori favorendo l’impollinazione, una pratica fondamentale per la sopravvivenza di molte specie, inclusa quella umana. Senza questi insetti impollinatori, infatti, l’80% della vegetazione scomparirebbe.

    Le api difficilmente infastidiscono l’uomo durante le sue attività all’aria aperta; non sono attirate dal suo cibo e pungono solo se si considerano in pericolo o temono per il loro alveare. Per loro, infatti, pungere vuol anche dire morire, perchè il pungiglione a uncino rimane conficcato nella pelle, lacerando gli organi interni.

    Vespa

    vespa

    La vespa, Vespula vulgaris, non produce miele in quanto è provvista di uno spettro alimentare diverso dalle api. Si nutre di materiale legnoso che viene sfruttato per la costruzione di un nido cartaceo. Il corpo è a strisce nere e gialle chiare, senza la peluria tipica delle api.

    Le vespe sono considerati animali onnivori perchè attratte dagli alimenti che trovano in giro, specialmente se molto dolci (frutta, bevande zuccherate, ecc.). Inoltre, non disdegnano la carne, essendo dotate di mandibole e potendo quindi masticare. Per nutrire le larve, attaccano anche altri insetti.

    Possiedono, inoltre, un aculeo finale liscio, per cui possono pungere ripetutamente il malcapitato, senza temere di morire.

    L’importanza della prevenzione

    Molti insetti hanno in comune il pungiglione che funge da naturale arma di difesa. Per fortuna, conoscendo le abitudini di api e vespe, è possibile adottare alcuni comportamenti preventivi e non incorrere, così, in dolorose punture.

    Per prevenire le punture di api e vespe, è quindi importante:

    • non avvicinarsi troppo ad alveari di api e affidarsi a personale specializzato per la loro bonifica
    • allontanarsi lentamente e non urlare se si avvicina un’ape o una vespa
    • evitare profumi, lacche e creme troppo dolci e profumati
    • evitare di bere da una lattina perchè le vespe possono intrufolarsi all’interno della bibita
    • evitare di camminare scalzi nei prati per evitare di calpestare vespe o api
    • evitare di vestirsi di nero o con colori troppo brillanti, i quali attirano gli insetti

    Cosa fare in caso di puntura

    Se le precauzioni prese non sono bastate ad evitare lo spiacevole “incontro” con l’insetto, occorre sapere con esattezza come comportarsi quando si è vittima di una puntura di ape o di vespa.

    1. Rimuovere il pungiglione

    Se capita di venir punti da un’ape, la prima cosa da fare è cercare di rimuovere completamente il pungiglione, per evitare che il serbatoio di cui dispone continui ad inoculare veleno nell’organismo. In questa operazione è necessario essere rapidi perchè bastano venti secondi perchè venga trasmesso tutto il liquido.

    2. Disinfettare la ferita

    Non appena verrà estratto il pungiglione si potrà disinfettare la pelle infiammata dalla puntura di ape o vespa con dell’acqua ossigenata o con dei cubetti di ghiaccio dentro a un panno, in modo da adagiarlo sulla parte colpita dall’ape per almeno mezz’ora. Questa tecnica darà subito sollievo dal dolore.

    3. Adrenalina in caso di allergia

    Nel caso si manifestassero sintomi gravi o edemi di esagerate dimensioni, occorre rivolgersi immediatamente ad un pronto soccorso. Tuttavia, chi ha un’allergia accertata alla puntura di vespe, api e calabroni, deve sempre avere con sé farmaci antistaminici o un preparato monouso a base di adrenalina da autosomministrarsi in caso di necessità.