Psiche: una pillola per guarire dall’acrofobia (paura delle altezze)

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    Psiche acrofobia

    Fragile e complessa è la psiche umana, e l’acrofobia non è che uno dei suoi tanti parti malati. Si tratta di una di quelle fobie (paure immotivate) che affliggono molti individui adulti, sovente creando dei veri e propri blocchi. In questo caso, la fobia è quelle delle altezze, ovvero, come diremmo comunemente: soffrire di vertigini. Mi ci metto tranquillamente anche io nel novero dei tanti (milioni e milioni nel mondo, ma non è una consolazione) che non possono salire su edifici alti, che non riescono ad andare in montagna, che temono ad affacciarsi da terrazze e balconi per quel senso terribile di vertigine che paralizza, anche se non vi sono evidenti segnali di pericolo.

    Ma da oggi, miei cari colleghi di “paure”, possiamo contare su un alleato in più: una semplice pillolina al cortisolo che, assicura chi l’ha testata, funziona davvero! In pratica, annulla il senso di paura a livello cerebrale, proprio dove si origina quel grumo di terrore inspiegabile. A confezionare il prodigioso medicinale, è stato un team di medici svizzeri, che ha poi provveduto a testarlo su 40 volontari sofferenti, appunto, di acrofobia.

    Il campione è stato suddiviso in due gruppi, al primo è stato somministrato il farmaco al cortisolo, al secondo (che fungeva da gruppo di controllo), un semplice placebo. Al termine della sperimentazione, che consisteva in una prova di simulazione, il primo gruppo, rispondendo ad un questionario, ha confermato le virtù annienta-paura della pillola, affermando di essere riuscito a gestire molto meglio il proprio rapporto con le altezze rispetto all’altro.

    Inoltre, anche dopo un mese di tempo, gli acrofobici che avevano assunto il farmaco al cortisolo (che pare non abbia effetti collaterali) mostravano ancora una notevole protezione dalla paura. “Il cortisolo funziona molto bene insieme alla terapia da esposizione, che consiste nel sottoporre i soggetti ad altezze sempre maggiori – hanno spiegato i ricercatori svizzeri – e questo studio potrebbe indicare una nuova via per curare questa fobia”. Per quanto mi riguarda, si tratta d un’ottima notizia e, anzi, mi candido volentieri per una ulteriore sperimentazione…

    Dolcetto o scherzetto?