Prurito anale: cause, rimedi e a chi rivolgersi

Prurito anale

Un prurito nella zona anale, spesso acuito da altri sintomi correlati, altrettanto fastidiosi, come bruciori, dolori, eritemi e perdite ematiche. Che sia esterno o interno, che diventi più difficile da sopportare nelle prime ore del giorno in quelle serali, questo fastidio, che può colpire adulti e bambini, uomini e donne, durante la gravidanza o meno, rischia di essere causa di disagio e imbarazzo. Per capire meglio di cosa si tratta, quali sono le possibili cause, i rimedi più efficaci e a chi è meglio rivolgersi per risolvere il problema, ecco qualche informazione utile.

Le cause e le precauzioni utili

Il prurito anale può essere solo uno dei sintomi di altre patologie, più o meno importanti, o di semplici irritazioni, di infiammazioni nell’area intorno all’orifizio anale. Le possibili cause, i colpevoli più “papabili” e imputabili sono diversi, dalla candidosi, cioè l’infezione da Candida, alle dermatiti anali, fino alle emorroidi, un disturbo caratterizzato dalla dilatazione anomala della rete venosa del retto e dell’ano, alle fistole, alle ragadi anali e alla gonorrea, la malattia venerea infettiva provocata dal gonococco.

Da puntare il dito anche contro le pessime abitudini. Innanzitutto, la scarsa igiene intima. È fondamentale, per tenere alla larga infezioni, infiammazioni e irritazioni, curare con attenzione l’igiene intima, anche della zona anale, utilizzando detergenti specifici, delicati e con ph fisiologico. Se la detersione è essenziale, non bisogna trascurare l’importanza di asciugare la zona con estrema cura, per evitare che i residui di acqua diventino gli habitat umidi ideali per i microrganismi.

Per prevenire o contrastare i fastidi pruriginosi nelle zone intime, è consigliabile scegliere con cura anche la carta igienica. Meglio quella morbida e bianca, le lavorazioni e le colorazioni rischiano di favorire le irritazioni.

Pruriti e bruciori, spesso, sono legati anche ai problemi gastrointestinali, come dissenteria frequente o, al contrario, stipsi. In questo caso, meglio regolarizzare l’attività intestinale, per scongiurare il problema.

La diagnosi e i rimedi

A chi rivolgersi in caso di prurito anale? Al colon-proctologo, lo specialista che si occupa delle patologie che interessando la zona dell’ano, del retto del colon. Dopo la visita, se necessario, per smascherare con certezza la causa ed escludere la presenza di patologie più serie, come un tumore, il colon-proctologo prescrive l’esame delle feci e un tampone rettale.

Oltre ai rimedi specifici, mirati a risolvere la causa scatenante, a base di antibiotici per esempio, si possono utilizzare creme e pomate dall’azione lenitiva. Ottime allo scopo quelle a base di ossido di zinco, iperico e camomilla. Da non sottovalutare, inoltre, l’importanza dell’alimentazione: meglio evitare i cibi che rischiano di peggiorare pruriti e fastidi, come caffè, cioccolato o peperoncino.

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Martedì 28/05/2013 da

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