Protesi elettronica al femore di un bambino

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    Una protesi meccanico-elettronica è stata impiantata la scorsa settimana ad un bambino di 11 anni a Roma, presso il Policlinico Agostino Gemelli. Il piccolo paziente, deve già combattere un pericoloso tumore delle ossa, un osteosarcoma, tra i più diffusi sotto i 18 anni. In questi casi, l’arto colpito dalla neoplasia va tolto e sostituito da una protesi. Nei bambini questo può essere un ulteriore problema, perché crescendo in altezza non possono adeguare la lunghezza dell’arto protesizzato a quello sano.

    In genere si impianta una protesi meramente meccanica, che obbliga ad una incisione della cute per una regolazione manuale, della lunghezza dell’arto. Si tratta di un’azione invasiva, che comporta dolore e rischio di infezioni, ma soprattutto non è ottimale per la qualità della vita del bambino che necessariamente dovrà subire dei periodi di non simmetria. La nuova protesi si chiama Mutars Xpand, è in titanio ed è stata sviluppata dagli studiosi della Scuola di Oncologia Ortopedica di Muenster (Germania). Si tratta del primo impianto in assoluto di questo tipo realizzato nella Regione Lazio, il 7° in Italia (3 a Milano, 1 a Napoli, 1 a Brescia e 1 a Torino).

    Spiega nel dettaglio il Dott. Giulio Maccauro, responsabile dell’Unità operativa di Oncologia Ortopedica presso l’UOC di Ortopedia del Gemelli, che ha guidato il team di chirurghi vascolari ed ortopedici in sala operatoria: “La protesi impiantata in questo caso consente l’allungamento meccanico non invasivo dell’arto con protesi, attraverso una procedura eseguibile anche dallo stesso paziente o dai genitori istruiti dai medici”.Come? tramite degli impulsi ad alta frequenza che vengono inviati (dall’esterno, dal paziente) ad un ricevitore sottocutaneo che attiva il dispositivo elettronico miniaturiaturizzato presente nella protesi, che, va detto, è realizzata su misura per il paziente. I medici del Gemelli riferiscono un decorso post operatorio del bambino, molto soddisfacente: ha già iniziato la fisioterapia e nel giro di 10 giorni potrebbe tornare a casa. I tumori purtroppo colpiscono anche i bambini: la sua battaglia contro il cancro non è finita: avrà alcuni cicli di chemioterapia da affrontare. Gli auguriamo una vita felice e lunga, così come alla piccola Lilly che sta combattendo un neuroblastoma a soli 12 mesi.