Protesi al seno pericolose, la testimonianza di una donna italiana che vive nella paura

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    Vivere con la paura a causa di una mastoplastica. Le protesi pericolose sono le ormai famigerate Pip, che hanno suscitato allarme sia in Francia che nel nostro Paese. Si tratta di protesi realizzate con silicone non inerte ma industriale, mal fatte, soggette a lacerazioni con conseguente fuoriuscita del materiale interno, che a contatto con i tessuti mammari può provocare infiammazioni e (in rari casi) anche tumori. Così, mentre l’azienda è stata citata in giudizio e contro il suo Presidente è stato spiccato un mandato d’arresto, alle circa 30mila donne (in Francia) e 4-5mila (in Italia) sottoposte ad impianto con le protesi difettose non resta che cercare di togliersi di dosso la “bomba ad orologeria” che hanno nel corpo quanto prima.

    Un reimpianto che in caso di mastoplastica per motivi sanitari (come ricostruzione dopo un cancro alla mammella) dovrebbe essere in entrambi i Paesi a carico del SSN. A proposito di questo increscioso, per non dire criminale fatto di cronaca sanitaria, vi segnaliamo la testimonianza di una donna, nome di fantasia Ornella, che da quando ha saputo della pericolosità delle protesi Pip vive preda della paura: «Ma sì, ho pensato, parlano proprio della marca che hanno proposto a me. Per avere la certezza mio marito ha telefonato al chirurgo. Nessun dubbio. Sono portatrice di impianti dell’azienda Pip, pericolose.

    Una sensazione molto sgradevole, ho molta paura». La cosa più incredibile, è che queste protesi così scadenti le furono impiantate da uno dei più noti chirurghi plastici di Roma, per rimodellare un seno piccolo che le gravidanze avevano un po’ sciupato. L’intervento risale a 5 anni fa, quando Ornella aveva 45 anni, e ora quella scelta viene amaramente rimpianta dalla donna. Ma sottoporsi ad un espianto sarebbe la cosa giusta da fare? Ornella si è rivolta ad una senologa, la dott.ssa Adriana Bonifacino dell’ospedale Sant’Andrea di Roma per avere delucidazioni sul da farsi, e questo è il consiglio che ha ottenuto:

    “Mi ha consigliato di eseguire una risonanza magnetica con mezzo di contrasto tra il settimo e il quattordicesimo giorno dal ciclo per controllare anche la ghiandola mammaria e i tessuti. Non sono ancora in menopausa e questi sono i tempi per l’esame. Informazioni che dovrebbero essere comunicate dal ministero della Salute. Perché immagino che molte non sapranno come comportarsi. In ogni caso questa protesi andrà tolta anche se non avrò subito danni. Lo voglio io e me lo ha raccomandato la professoressa”. Ornella per il momento non pensa di intentare causa contro il chirurgo che le ha impiantato le protesi Pip, anche se lo meriterebbe. In ogni modo, noi facciamo gli auguri a lei, e a tutte le donne che si trovano ora a vivere con questo tremendo assillo.