Protesi al seno, allerta per rara forma di linfoma

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    linfoma seno

    Negli USA è scattato un nuovo allarme sui possibili rischi legati alle protesi al seno. Secondo un’analisi della Food and Drug Administration (Fda), le donne che si sono fatte impiantare le protesi al silicone o in soluzione salina, potrebbero correre il rischio di sviluppare un linfoma anaplastico a grandi cellule, un forma rara di tumore, che potrebbe insorgere a livello della cicatrice derivante dall’intervento chirurgico. Questo tipo di linfoma può presentarsi in zone diverse del corpo, compresi i linfonodi e la pelle.

    Negli Stati Uniti, ogni anno vengono diagnosticati 500 mila casi di linfoma anaplastico a grandi cellule, ma la Fda ha notato un’incidenza anomala nelle donne con protesi al seno. Ecco perché l’ente regolatorio Usa ha chiesto agli operatori sanitari di segnalare eventuali casi confermati di Alcl in pazienti con protesi mammarie.

    Nei prossimi mesi, inoltre, la Fda si è ripromessa di aggiornare l’etichettatura dei prodotti con la collaborazione dei vari produttori di protesi, in modo che tutte le donne che vogliano sottoporsi a questo tipo di intervento siano informate anche sui possibili rischi.

    William Maisel, direttore del Center for Devices and Radiological Health della Fda ha spiegato che:

    Abbiamo bisogno di più dati e stiamo chiedendo ai medici di dirci se hanno riscontrato qualche caso. Stiamo lavorando anche con l’American Society of Plastic Surgeons e altri esperti del settore per stabilire un registro di protesi del seno, che dovrebbe aiutarci a capire meglio lo sviluppo di Alcl in queste pazienti.

    Ad ogni modo, la Fda consiglia alle donne di non allarmarsi, perché si tratta comunque di casi molto rari, tuttavia, i controlli di routine, per le donne che hanno protesi mammarie, sono necessari. Inoltre, chi vuole sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica, è bene che consideri sempre il rapporto tra rischi e benefici con il proprio medico.