Problemi alla tiroide: sintomi, tipologie e alimentazione

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    Si aggiudica i primi posti, in termini di importanza, tra le ghiandole del corpo umano, ma anche una delle più colpite da eventuali problemi: la tiroide è vittima di disturbi di vario genere nel 30% della popolazione italiana. Se le più a rischio, complici i soliti ormoni, sono le donne (rapporto di rischio 6 a 1 rispetto all’altro sesso), uomini e bambini non sono da considerare esenti. Per conoscere meglio i possibili nemici, ecco qualche informazione utile sui sintomi, sulle tipologie dei disturbi tiroidei, sulla prevenzione e sull’alimentazione da seguire.

    La tiroide, cos’è?

    È una ghiandola che presiede a molte funzioni vitali per l’organismo umano. Infatti, la tiroide: regola i processi del metabolismo; produce calore; interviene nei processi di accrescimento e di sviluppo del corpo; partecipa ai meccanismi di accumulo e di distribuzione di acqua e sali minerali; tiene sotto controllo il livello di colesterolo, il peso, la forza muscolare, la velocità dei battiti cardiaci, le condizioni della vista e della pelle, lo stato mentale e il ritmo del ciclo mestruale. Numerose, quanto preziose funzioni, che la tiroide può svolgere grazie alla produzione di ormoni specifici, cioè la tiroxina o T4 e la triodotironina o T3. Questi ormoni contenenti iodio, che, attraverso il sangue, raggiungo tutti gli organi del corpo, T3 e il T4, danno alcuni impulsi fondamentali all’organismo: gli comunicano quanto velocemente lavorare, come utilizzare l’energia e come impiegare altre funzioni.

    Tutti i problemi e i sintomi

    I disturbi che interessano la tiroide possono essere divisi in tre categorie, in base alle conseguenze che provocano. In particolare, ci sono problemi che alterano la funzione della ghiandola, cioè l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, malattie che ne modificano la morfologia, come i noduli e i tumori, e disturbi che provocano alterazioni sia funzionali sia morfologiche, cioè le tiroiditi e il gozzo. Il primo gruppo di problemi è sicuramente il più conosciuto e il più diffuso. Si tratta di due disturbi diametralmente opposti: se in caso di ipotiroidismo la ghiandola non funziona come e quanto dovrebbe, quando c’è l’ipertiroidismo funziona troppo rilasciando una quantità eccessiva di ormoni nell’organismo. I sintomi dell’ipertiroidismo comprendono nervosismo, tachicardia, tremori muscolari, perdita di peso, aumento della sudorazione e della pressione sanguigna. Quelli dell’ipotiroidismo, al contrario, sono debolezza, sonnolenza, stipsi, aumento di peso e anemia. Tra i disturbi che alterano la morfologia, cioè la forma, della ghiandola, ci sono i noduli, formazioni che possono misurare pochi millimetri o arrivare a essere grandi alcuni centimetri, e i tumori, che non sono altro che i noduli di natura maligna. La tiroidite è un’infiammazione della tiroide che ne altera la funzione, comportando prima ipertiroidismo e poi ipotiroidismo. Il gozzo, invece, è caratterizzato da un aumento di volume della tiroide: la forma più diffusa è quella causata dalla carenza di iodio.

    L’importanza della prevenzione

    Gli alleati fondamentale contro i problemi tiroidei sono la prevenzione e la diagnosi precoce. Oltre all’autoesame, utile per evidenziare anomalie morfologiche, a scopo preventivo, è meglio contrastare la carenza di iodio, soddisfacendo il bisogno giornaliero della sostanza, che va dai 90 microgrammi per i bambini fino ai 200 microgrammi per le donne in gravidanza e allattamento. Utili allo scopo anche gli alimenti arricchiti di iodio, come il sale iodato. L’alimentazione è importante, ma non così determinante come di pensava in passato. L’unico consiglio è di inserire nella dieta gli alimenti più ricchi di iodio, come quelli di origine marina, pesci o crostacei.