Primo intervento a cuore battente in Italia

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    valvola cuore

    Per la prima volta in Italia è stata eseguita la riparazione di una valvola mitralica a cuore battente con una nuova tecnica mininvasiva. L’intervento chirurgico è stato eseguito qualche giorno fa dall’equipe del professor Mauro Rinaldi, coadiuvata da quelle dei colleghi Fiorenzo Gaita e Sebastiano Marra all’ospedale Molinette di Torino. Il paziente, infatti, un uomo di 52 anni, era affetto da prolasso della valvola mitralica con insufficienza severa. L’operazione è durata qualche ora, ed è la prima sperimentazione sull’uomo in Italia di posizionamento di corde tendinee transapicali.

    Ultimamente si sente parlare spesso di interventi chirurgici rivoluzionari, come nel caso del doppio trapianto di laringe e trachea contemporaneamente. E’ accaduto di nuovo, si tratta di un’operazione di cardiochirurgia eccezionale e con un’invasività ridotta. L’intervento, infatti, viene eseguito senza aprire lo sterno come in precedenza, ma a cuore battente e senza ricorrere alla circolazione extracorporea.  Al paziente, sono state applicate tre neocorde in goretex dall’apice del ventricolo sinistro.

    L’intervento è durato qualche ora e subito dopo è tornato nel reparto in ottime condizioni di salute. L’altro aspetto innovativo di questo intervento chirurgico, è la degenza ridotta a 4 giorni, anziché 8 come nel caso dell’intervento tradizionale. La riparazione della valvola mitralica potrà essere effettuata nella gran parte dei casi di prolasso della mitrale.

    L’intervento è opera del cardiochirurgo Giovanni Speziali, che oggi lavora all’estero a Pittsburgh, ed è stata messa a punto insieme al professor Rinaldi e agli altri medici ed è il felice esito di un lungo periodo di osservazione sugli animali. Tuttavia, l’operazione è ancora in una fase sperimentale e attende il marchio CE, ma come ha spiegato il professor Rinaldi:

    se tutto andrà bene e se si raggiungerà con successo la quota di 30 pazienti operati, lo si potrà ottenere già entro la fine dell’anno. In questo modo questa nuova tecnica potrà diventare di ordinaria amministrazione per tutti i pazienti affetti da insufficienza mitralica da prolasso.

    La medicina, dunque, dopo il recente impianto di protesi elettronica ad un bambino di 11 anni, ha mosso un altro importante passo verso il futuro.