Prevenire il cancro a tavola: i consigli di Carlotta Sacerdote, ricercatrice AIRC

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    Prevenire il cancro a tavola, i consigli di Carlotta Sacerdote, ricercatrice AIRC e medico presso l’Unità Universitaria di Epidemiologia dei Tumori della Città della Salute e della Scienza di Torino. Un’intervista per capire quali sono i protagonisti della prevenzione a tavola, quali alimenti e accorgimenti sono da consigliare per ridurre il rischio di tumore e quali, invece, andrebbero evitati. Una chiacchierata d’eccezione con la dottoressa Sacerdote, che attualmente è a capo di un progetto di ricerca davvero importante, uno studio epidemiologico che mira a identificare i meccanismi alla base dei benefici assicurati dalla dieta mediterranea, un regime alimentare che, come molte altre ricerche hanno già dimostrato, ha un effetto preventivo e protettivo contro la comparsa dei tumori.

    1) Quali sono gli alimenti che aiutano a prevenire il cancro?

    “Io non credo che si debba parlare né di alimenti specifici per la prevenzione del cancro né focalizzarsi sulla prevenzione solo dei tumori. Mi spiego meglio… per prevenire le patologie croniche occorre seguire una dieta variata in cui si consumano tutti i gruppi di alimenti, privilegiando quelli di origine vegetale piuttosto che animale. Un esempio di questo tipo di dieta è la dieta mediterranea, in cui si consuma poca carne, molta frutta e verdura condita con olio di oliva, cereali a basso indice glicemico come la pasta o pane integrale, tutto innaffiato da un bicchiere di vino rosso a pasto. Naturalmente questo non è sufficiente a meno che la dieta non sia accompagnata da uno stile di vita “sano”, attività fisica moderata e costante, non essere sovrappeso e astenersi dal fumo e dal consumo eccessivo di alcolici.

    Quindi non c’è un alimento miracoloso che ci protegge dalle malattie ma occorre mangiare con moderazione un po’ di tutto e condurre una vita attiva, cercando se possibile di evitare lo stress. Inoltre quando si parla di prevenzione non ha senso parlare di prevenzione per una patologia specifica, seguire per esempio la dieta mediterranea e tenere sotto controllo il peso corporeo, può aiutare a prevenire non solo il cancro, ma anche le malattie cardiovascolari (pericoloso killer anche per le donne in menopausa), le malattie neurodegenerative etc.”

    2) Quali sono gli alimenti che invece andrebbero evitati?

    “Nessun gruppo di alimenti va evitato conviene però consumare con moderazione carni rosse, insaccati, zuccheri raffinati e sale. Sono invece da evitare o da utilizzare molto raramente (< 1 volta al mese) alcuni tipi di cottura come la griglia per le carni e la frittura."

    3) E’ vero che una dieta vegana diminuisce il rischio di tumore?

    “Le diete vegetariane/vegane sembra che riducano lievemente il rischio di alcuni tipi di tumore, come quello del colon. Lo stesso obiettivo di riduzione del rischio però si può ottenere semplicemente riducendo e non eliminando del tutto il consumo di carne rossa e di grassi animali. Inoltre le diete vegetariane/vegane non sono prive di pericoli per salute, è infatti molto difficile riuscire a seguire una dieta equilibrata e i soggetti vegetariani, ma sopratutto vegani, sono a rischio di malattie da squilibri nutrizionali (anemie, immunodepressione, etc). Volendo guardare il fenomeno in maniera più globale, negli studi effettuati negli Stati Uniti in comunità di vegani/vegetariani si è osservato che chi non si nutre di carne e/o prodotti animali riduce lievemente il rischio di tumore in alcune sedi e di malattie cardiovascolari, ma la mortalità globale resta del tutto simile a quella della popolazione generale. Noterete che nelle mie considerazioni non ho distinto le diete vegetariane da quelle vegane per due motivi principali, il primo è che non c’è una definizione condivisa su cosa comprenda una alimentazione vegana/vegetariana, inoltre i pochi studi che hanno tentato di confrontare i risultati sulla salute dei due tipi di dieta non hanno evidenziato nessun tipo di differenza.”

    4) Ci sono degli alimenti che possono favorire la guarigione di un paziente malato di cancro?

    “La dieta equilibrata di cui parlavo in precedenza con lo stesso meccanismo biologico aiuta a prevenire i tumori e può aiutare un malato di cancro nella guarigione. Infatti l’ultima delle 10 raccomandazioni del World Cancer Research Fund, l’organismo internazionale che si occupa di raccogliere e diffondere i dati relativi a dieta e cancro, è dedicata a chi è già stato colpito da tumore e consiglia per evitare le recidive di seguire gli stessi consigli dedicati alla prevenzione.”

    5) Quali rimedi naturali hanno effetti antitumorali e possono essere utilizzati per la prevenzione?

    “Non ci sono rimedi migliori di una vita attiva, una dieta variata e sopratutto evitare di essere sovrappeso. Non servono, anzi sono da evitare se la dieta è adeguata e non ci sono patologie da malassorbimento, gli integratori alimentari di qualsiasi tipo.”

    6) Quali sono i rimedi omeopatici che vengono affiancati alle cure “ufficiali” per il cancro? Come funzionano?

    “Non c’è nessuna evidenza di efficacia dei rimedi omeopatici da affiancare alle cure dei tumori. La terapia di un paziente, e in particolare di un paziente tumorale, deve essere personalizzata in base a parametri clinici e prognostici e può solo essere impostata sia come terapia principale che di supporto dal medico oncologo curante.”

    E non dimentichiamo che è possibile diventare parte attiva nella ricerca contro il cancro con un piccolo contributo. Sabato 7 novembre nelle principali piazze Italiane i volontari AIRC ci aspettano con una speciale confezione di cioccolatini che renderà ancora più dolce la nostra donazione.