Pillole anticoncezionali: non tutte sono sicure

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    Ancora dubbi sulle pillole anticoncezionali ed in particolare circa quelle di nuova generazione basate sul principio attivo drospirenone. Stavolta l’allarme arriva dall’Ema (Agenzia Europea per i Medicinali) che ha evidenziato come tali farmaci, in base ai risultati di due nuovi studi epidemiologici e scientifici, provochino effettivamente un rischio maggiore di sviluppare tromboembolismo venoso (o tev- ovvero coaguli nel sangue) rispetto alle pillole a base di levonorgestrel.

    Simile invece in prospettiva numerica il pericolo di tev nel confronto con anticoncezionali orali a base di desogestrel o gestodene. Nello scorso dicembre, la FDA (Food and Drug Administration americana, equivalente dell’Ema) aveva sentenziato che questi rischi, benché confermati, erano comunque inferiori rispetto ai benefici. Quali? Il drospirenone non comporta ritenzione idrica, aiuta a controllare il peso corporeo e contrasta gli accumuli di grasso. L’ideale per molte donne che temono nell’anticoncezionale orale proprio questi effetti collaterali estetici.

    La pillola esiste da circa 50 anni ed in questo periodo le capacità della ricerca scientifica in ambito farmacologico si è molto sviluppata, anche in relazione a questo medicinale: oggi possiamo veramente dire che esiste una “pillola” per ogni donna, con 1000 esigenze o caratteristiche fisiche diverse. Proprio per questo è importante non fermarsi alla prima scelta. Se esistono (anche solo in famiglia) patologie correlate al tromboembolismo venoso, è meglio scegliere un altro farmaco per evitare il rischio di una gravidanza indesiderata. Non esiste una medicina che vada sempre bene per tutti e quando si parla di ormoni, un ruolo decisivo è giocato anche dall’età della paziente. Meglio essere informate e non rischiare, non trovate?

    Dolcetto o scherzetto?