Piercing all’ombelico: tutto quello che devi sapere prima di farlo

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Piercing all'ombelico

Il piercing all’ombelico detto anche navel piercing, è sicuramente uno dei più apprezzati, soprattutto dalle giovanissime. Indubbiamente poter sfoggiare un bel brillantino al centro della propria pancia, specialmente se bella tonica e liscia, è esteticamente di grande impatto. In estate, poi, grazie all’abbronzatura, un punto di luce nell’ombelico è molto sensuale, fuor di dubbio. Ma prima di effettuare anche un’operazione apparentemente “minima” come questa, bisogna sapere che comporta dei rischi, specialmente se non viene effettuata da professionisti seri e in studi in cui le norme igieniche siano scrupolosamente rispettate.

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Le infezioni sono sempre dietro l’angolo, e sono soprattutto le ragazze più giovani, le teenagers, che richiedono il piercing senza badare troppo alle conseguenze. Vediamo allora di vedere insieme come si effettua un piercing all’ombelico ben fatto, e quali sono le eventuali spiacevoli conseguenze da tenere presenti.

Piercing all’ombelico: i rischi

Piercing ombelico rischi

Tecnicamente il piercing all’ombelico è costituito da un piccolo foro che il piercer (ovvero il professionista che lo esegue) effettuerà sul lembo di pelle che sporge sopra l’ombelico con l’ausilio di un ago. L’operazione in sé è immediata, non molto diversa dal classico “buco” al lobo delle orecchie. I problemi, e quindi i rischi, possono nascere quando si verifichino queste condizioni:

  • Che il piercer non sia un vero professionista e utilizzi strumenti non igienizzati (in tal caso i rischi sono serissimi, inclusa la possibile trasmissione di malattie come l’epatite B e C e l’Hiv)
  • Che la persona che lo subisce non curi in modo adeguato la lunga fase della cicatrizzazione (che dura dai 3 agli 8 mesi), disinfettando la parte almeno due volte al giorno con sapone antibatterico e acqua e sale (o bicarbonato) per la prima settimana (anche oltre, se la zona appare ancora infiammata), sempre con le mani perfettamente pulite. Finché, poi, il foro non sia completamente cicatrizzato non bisogna cambiare il gioiello, né toglierlo

L’igiene è essenziale perché il nostro ombelico è un vero e proprio ricettacolo di germi di tutti i tipi, e una ferita in quella zona può davvero infettarsi in modo anche serio. Quindi, occhio alle cure!

Piercing all’ombelico: fa male farlo?

Piercing ombelico dolore operazione

Il dolore che si può provare durante la foratura della pelle sopra l’ombelico (attraverso un ago, mai una pistola, che esegue il “buco” dopo l’applicazione di una speciale pinza che “tira” la cute facendo in modo che la puntura si senta di meno) è molto soggettivo perché dipende dalla propria soglia del dolore. In genere l’intensità è media, ma il bello è che non appena il gioiello ipoallergenico viene inserito, il dolore scompare velocemente. Tuttavia, come tutte le piccole ferite aperte, per i primi giorni la parte potrà risentire del trauma, e così l’ombelico sarà dolente e farà anche un po’ male disinfettarlo. Meglio, durante questa fase, non dormine a pancia sotto, per evitare sfregamenti. Meglio anche evitare di esporsi al sole, fare bagni al mare e sporcarsi con la sabbia. Naturalmente dopo la prima fase, ovvero le prime settimane, se l’area intorno al piercing si gonfia, appare arrossata e non la si può toccare per il dolore, molto probabilmente siete davanti ad un’infezione, perciò, la cosa migliore da fare è quella di recarvi dal medico per far vedere il vostro piercing.

Piercing all’ombelico: le possibili infezioni

Piercing ombelico possibili infezioni

Sono essenzialmente quattro le possibili reazioni avverse al piercing all’ombelico, ma più in generale a tutti i piercing:

  • Il granuloma, un’escrescenza carnosa che si sviluppa intorno alla ferita
  • Il rigetto
  • Il fibroma, tumore benigno che cresce sotto il piercing
  • Le infiammazioni e le irritazioni cutanee che danno prurito

Inoltre, se dopo la cicatrizzazione si sostituisce il gioiello ipoallergenico con un altro con del nichel, si potrebbe sviluppare una forma allergica a questo metallo. Se si verifica ciascuna di queste infezioni, il piercing va rimosso, sempre e comunque, senza contare che, in caso di tumore o granuloma, si dovrà anche effettuare un piccolo intervento per asportarli, cosa che lascerà una cicatrice. Valutate bene anche queste, magari remote, possibilità prima di sottoporvi ad un piercing all’ombelico.

Piercing all’ombelico: le foto

Piercing ombelico foto

Le foto dei piercing girano sul web un po’ ovunque, alcune, come quelle che potrete trovare in allegato al nostro articolo, sono davvero graziose. Nondimeno, altre, che vi abbiamo risparmiato, sono abbastanza raccapriccianti, perché mostrano infezioni di varia gravità. Prima di pentirvi amaramente, perciò, siate consapevoli di ciò che state andando a fare con il vostro corpo, e siate scrupolosissimi sia nella scelta del professionista che eseguirà il piercing su di voi, che nella cura della ferita durante tutta la fase della cicatrizzazione.

Se volete approfondire il discorso relativo a piercing e tatuaggi, leggete anche i seguenti articoli:
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Pelle: dal chirurgo per eliminare i tatuaggi, aumentano i “pentiti”

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Giovedì 01/12/2011 da in

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Bruno di Murro 29 agosto 2012 02:41

Credo che in caso di complicazioni dall’aver applicato un pirsing le spese sanitarie devono essere a totale carico del paziente e non curati dal servizio sanitario nazionale .

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Francesca 8 settembre 2013 15:15

Bravo!!! ….e’ come dire che chi pratica sport estremi, se si fa male, bisogna lasciarlo morire per non pesare sulla sanita’……. Ma che razza di discorso e’?????

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Pamela 17 ottobre 2013 18:28

Concordo con Francesca, brava

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Pietro 11 febbraio 2014 11:57

Eh già Bruno, allora dovremmo togliere il servizio sanitario gratuito anche ai fumatori di sigarette, a quelli che bevono alcolici, a chi va forte in macchina, già ottima soluzione

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