Piccoli black out di memoria possono indicare una predisposizione all’Alzheimer

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    Memoria Alzheimer

    Importante scoperta a proposito della diagnosi precoce dell’Alzheimer. Ha a che vedere con la memoria a breve termine, che è quella facoltà del nostro cervello che sovrintende ai ricordi “volatili”, quelli che verosimilmente non si fisseranno in maniera permanente ma che semplicemente ci permettono di vivere il quotidiano, consapevoli di cosa stiamo facendo al presente, o che faremo tra 1 minuto, o che abbiamo fatto 10 minuti fa. Nella vita di tutti i giorni, ricordare precisamente tutto è quasi impossibile, anche perché spesso abbiamo la mente talmente occupata da informazioni, domande, programmi da eseguire e preoccupazioni che, ogni tanto, andiamo in tilt.

    Piccoli vuoti di memoria a breve termine sono normale anche in giovane età, ma attenzione a che non si verifichino per troppo tempo, diventando dei veri e propri black out, seppure momentanei. Possono essere spia di un inizio di degenerazione neurologica che potrebbe portare allo sviluppo di malattie come, appunto, l’Alzheimer e in generale le varie forme di demenza senile.

    Ricercatori del Centro de Investigaciòn Biomedica en Red de Salud Mental di Barcellona (Spagna) hanno scoperto una diretta correlazione tra episodi di perdita della memoria a breve termine e insorgenza del morbo di Alzheimer attraverso un test che coinvolto 517 persone.

    Il campione è stato suddiviso in tre gruppi: 116 soggetti affetti da decadimento cognitivo di lieve entità (MCI), in seguito ammalatisi di Alzheimer nel giro di due anni, 204 persone sempre affette da MCI ma che non avevano sviluppato l’Alzheimer, infine 197 soggetti sani.

    Dopo una serie di analisi e di test tra cui un biomarcatore, gli scienziati hanno potuto rilevare che proprio una piccola alterazione cognitiva come la perdita di memoria a breve termine (che spesso viene sottovalutata, specialmente quando si va avanti con l’età) sia molto indicativa di una predisposizione alla malattia di Alzheimer. Sicuramente un dato da tenere presente per poter arrivare ad una diagnosi quanto più precoce possibile della malattia.