Perdite di sangue vaginali: cause, rimedi e cosa fare

Può capitare fuori del ciclo mestruale, in gravidanza o dopo un rapporto si abbiano delle perdite di sangue vaginali. Le perdite ematiche, anche quando si tratta di piccolissime perdite di sangue, possono indicare la presenza di un'infiammazione vaginale, spesso accompagnata non solo da spotting ma anche da prurito intimo e bruciore vaginale. Le cause e le cure del sanguinamento vaginale variano a seconda che si verificano perdite di sangue prima del ciclo, dopo le mestruazioni, in gravidanza o dopo un rapporto sessuale.

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    Spotting, le perdite di sangue tra le mestruazioni

    Le perdite di sangue vaginali sono dovute a cause diverse e, solo una volta che si sono stabiliti i motivi di queste perdite ematiche è possibile capire cosa fare e quali rimedi adottare per evitare il sanguinamento vaginale e i bruciori intimi.

    I sanguinamenti vaginali sono una condizione molto comune nelle donne, che non riguardano solo il periodo delle mestruazioni ma anche la gravidanza, la menopausa, l’ovulazione e i rapporti sessuali. Le perdite vaginali di questo tipo possono essere un disturbo passeggero o causare vere e proprie infiammazioni vaginali, senza sottovalutare che esiste la possibilità che siano un sintomo di patologie più gravi.

    Perdite di sangue vaginali

    Il sanguinamento vaginale può presentarsi in vari momenti della vita di una donna e può definirsi più o meno anomalo a seconda delle cause che lo determinano. In genere, proviene dal canale vaginale, dalla cervice uterina o, nella maggior parte dei casi, direttamente dall’utero.

    Le perdite vaginali, chiamate anche col nome generico di spotting, devono essere fonte di una rapida e accurata indagine medica, soprattutto in 3 casi:

    1. quando vi è sanguinamento abbondante, oltre gli 80 ml,
    2. quando la frequenza con cui compaiono è molto assidua,
    3. quando la durata delle perdite ematiche supera i 7 giorni.

    Ulteriore elemento di preoccupazione dovrà poi essere la manifestazione di perdite di sangue fuori dal fisiologico ciclo mestruale, l’età puberale delle giovani pazienti e la sopraggiunta menopausa. In tutti questi casi, il rischio che il disturbo riveli un’origine patologica è sostanzialmente alto, così come le probabilità che si verifichi un’infezione vaginale.

    Perdite di sangue: le possibili cause del sanguinamento vaginale

    Il normale sanguinamento vaginale, dovuto al ciclo mestruale, in una donna si verifica ogni 25-35 giorni, a seconda della diversa attività ovarica. La regolarità mensile del ciclo mestruale è la dimostrazione che il meccanismo ormonale funziona adeguatamente.

    Pertanto, qualsiasi perdita di sangue vaginale che si verifica al di fuori di questo periodo dev’essere presa in seria considerazione e mai sottovalutata. Si può infatti trattare di piccolissime perdite di sangue, o di sanguinamenti più importanti che a lungo termine possono determinare nella donna una condizione di anemia o altre malattie.

    Le cause possono essere diverse, le principali sono:

    Stress

    Molto spesso, lo stress fisico e mentale è all’origine della comparsa di sanguinamento vaginale intermestruale, perchè interferisce con il sistema ormonale, provocando delle anomalie nel fisiologico processo mestruale.

    Non è quindi insolito, quando si è stressati e tesi, notare perdite di sangue più o meno abbondante, o delle perdite marroni pochi giorni prima o dopo il ciclo mestruale.

    Disturbi ovulatori

    Un anomalo sanguinamento vaginale è molto spesso una conseguenza di disturbi ovulatori che possono presentarsi durante il periodo fertile di una donna. Tra questi possono citarsi la sindrome dell’ovaio policistico e la presenza di cisti ovariche.

    In entrambi i casi, l’ovulazione blocca il suo naturale processo fisiologico compromettendo, di conseguenza, la regolarità del ciclo mestruale. A causa di ciò si verificheranno perdite ematiche e spotting.

    Ovulazione

    Può succedere che durante l’ovulazione siano presenti delle piccole perdite di sangue. Questo perchè durante questo periodo del ciclo mestruale, c’è un impennata nella produzione di estrogeni quando avviene il rilascio dell’ovulo da parte dell’ovaia.

    L’improvviso incremento della quantità di estrogeni nell’organismo può essere causa delle anomali perdite ematiche, ma possono considerarsi, invece, del tutto fisiologiche le perdite di sangue vaginali durante il periodo ovulatorio, quindi tra il 13° e il 16° giorno dopo la mestruazione.

    In questi casi, si potranno notare delle macchie di colore rosa o marrone, a volte associate alla presenza di muco vaginale di colore bianco e lattiginoso e da dolori addominali.

    Gravidanza non diagnosticata

    Spesso accade che nelle prime due settimane dal concepimento una donna non sappia di essere incinta. Solo indagando col ginecologo la presenza di anomali perdite di sangue scoprirà, poi, che è in corso una gravidanza.

    Infatti, tra i possibili sintomi della prima settimana della gestazione compaiono proprio delle perdite ematiche, o macchie marroni, che assomigliano in tutto al normale ciclo mestruale.

    Infezioni vaginali

    A causa di virus e batteri possono svilupparsi delle gravi infezioni nell’apparato genitale della donna, quali ad esempio:

    Queste malattie, di cui alcune sono trasmissibili sessualmente, provocano delle forti infiammazioni interne che danneggiano gli organi genitali provocandone l’alterazione strutturale, lo sfaldamento e, nella maggior parte dei casi, il sanguinamento, che fuoriesce dalla vagina.

    Menopausa

    Il principale sintomo che indica nelle donne l’inizio della menopausa, è ovviamente la fine delle mestruazioni. Tuttavia, può capitare che dopo un certo periodo di tempo senza flusso mestruale, alcune donne notino piccole perdite di sangue o sanguinamenti più considerevoli, che potrebbero costituire un sintomo più o meno serio, da specificare al ginecologo.

    Di norma però, le perdite di sangue vaginale in menopausa sono dovute alle alterazioni ormonali in atto e, in particolare, al brusco calo di estrogeni che avviene in questo periodo della vita di una donna. Non sono, tuttavia, da escludere la presenza di vaginite atrofica, iperplasia ed atrofia endometriale.

    Malattia infiammatoria pelvica

    La malattia infiammatoria pelvica può causare dolore e perdite di sangue vaginali intermestruali, poiché è un’infiammazione che colpisce gli organi deputati alla riproduzione e le zone circostanti, soprattutto le Tube di Falloppio.

    La malattia infiammatoria pelvica è, in molti casi, la diretta conseguenza di diverse malattie sessualmente trasmessibili, già precedentemente menzionate, che possono essere causa esse stesse del sanguinamento vaginale.

    Uso della pillola anticoncezionale

    Tra i possibili effetti collaterali della pillola anticoncezionale nei primi mesi di assunzione può manifestarsi una perdita ematica più o meno abbondante della durata di qualche giorno. Ciò può accadere anche con l’utilizzo della pillola del giorno dopo.

    Il disturbo non deve preoccupare se passeggero, perchè è un meccanismo attuato dall’organismo nel momento in cui rileva un diverso dosaggio ormonale, interpretato come il momento giusto per indurre il flusso mestruale.

    Endometriosi

    L’endometriosi è una malattia piuttosto seria che colpisce prevalentemente le donne in età fertile, ma non esclude le ragazze giovani e le donne in menopausa.

    A causa di gravi infiammazioni tra le pareti pelviche, soggette anche allo sviluppo di aderenze tra gli organi lì compresi, molte pazienti lamentano un forte dolore addominale seguito da perdite di sangue vaginale prima del ciclo e dopo il ciclo, anche molto abbondanti.

    Polipi uterini

    I polipi uterini sono delle protuberanze di carne che si sviluppano lungo l’endometrio o la cervice uterina. La causa della sua origine non è mai certa, ma i medici ipotizzano che derivi da un’anomala crescita di cellule endometriali, a causa di alterazioni estrogene.

    Di natura benigna e spesso asintomatici, i polipi uterini possono causare perdite di sangue vaginale, al di fuori della mestruazione e sviluppare tutta una serie di disturbi legati al ciclo mestruale.

    Tumore all’utero

    Il sintomo più comune del tumore all’utero è il sanguinamento vaginale anomalo. Inizialmente il flusso può essere acquoso e leggermente striato di rosso, ma via via contiene sempre più sangue.

    I tumori che si sviluppano nel corpo dell’utero sono diversi, ma nella maggior parte dei casi si originano dalle cellule dell’endometrio. Pertanto, la stragrande maggioranza dei tumori dell’endometrio si manifestano con perdite di sangue vaginale anomalo, tra un ciclo e l’altro o dopo la menopausa.

    Perdite ematiche: quando compaiono?

    Le perdite ematiche, in quanto anomale e del tutto estranee al ciclo mestruale, compaiono ovviamente tra una mestruazione e l’altra, ma mai in concomitanza con il flusso. Questo perchè, in genere, un sanguinamento anomalo è sintomo di una più o meno grave compromissione del regolare funzionamento degli organi riproduttivi femminili.

    Inoltre, si può rilevare la presenza di sanguinamento vaginale in specifici momenti, come ad esempio in gravidanza, in menopausa o dopo un rapporto sessuale. In tutti questi casi è importante comprenderne le cause e non lasciare che il problema diventi cronico.

    Perdite di sangue fuori ciclo

    Le perdite di sangue fuori dal ciclo, se non sono collegate a nessun evento o periodo in particolare, non devono destare sospetti di patologie gravi. Lo spotting intermestruale è infatti un fenomeno che può essere anche definito fisiologico, soprattutto nelle giovani ragazze nei primi anni di ciclo, ovvero dopo il menarca.

    Tale disturbo, però, dev’essere tenuto sotto controllo nel caso in cui si associ a bruciori, dolori durante la minzione o prurito intimo. In questo caso è probabile che sia presente una possibile infezione vaginale e che, quindi, si possano individuare anche altri tipi di perdite vaginali, come quelle di colore giallo o bianche di tipo caseario.

    Inoltre, sarà necessario indagare meglio il problema anche nel caso le perdite ematiche andassero incontro al fenomeno definito menometrorragia, che si caratterizza per un flusso mestruale esageratamente abbondante.

    Perdite di sangue prima del ciclo

    Delle perdite di sangue pochi giorni prima del ciclo non devono destare preoccupazione. In alcuni casi si tratta di piccolissime perdite marroni o rosso scuro, che indicano che si è in piena fase ovulatoria, e quindi il fenomeno è lieve e temporaneo.

    In altri casi possono trattarsi di perdite da impianto che, come vedremo più avanti, annunciano l’inizio di una gravidanza, oppure di un nuovo apporto ormonale nell’organismo dato dall’iniziale assunzione di contraccettivi ormonali, quali pillola, cerotto o anello vaginale.

    Purtroppo, però, non è raro che lo spotting premestruale compaia anche per problemi di salute più seri dovuti all’attività delle cisti ovariche o a delle lesioni pre-cancerose e cancerose.

    Infine, è d’obbligo citare lo stress eccessivo e lo scorretto regime alimentare che potrebbero influenzare negativamente l’intero organismo, focalizzandosi in modo particolare sui procedimenti riproduttivi.

    Perdite di sangue dopo il ciclo

    Le perdite di sangue dopo il ciclo non sono quasi mai un segnale che qualcosa di grave sia in atto nel corpo, infatti, spesso denotano l’inizio della successiva fase di ovulazione. Tuttavia, anche in questo caso è fondamentale indagare il problema con l’aiuto del proprio ginecologo così da escludere patologie più serie o per confermare altre situazioni, come per esempio una gravidanza.

    Nella maggior parte dei casi si tratta di processi del tutto fisiologici che scompaiono spontaneamente e nel giro di pochissimo tempo così come sono comparsi.

    Ma è importante tener presente che come per le perdite di sangue prima del ciclo, anche quelle che si manifestano dopo la fine della mestruazione possono riguardare degli squilibri ormonali dovuti alla presenza di cisti ovariche o all’alterazione dell’endometrio, che potrebbe causare delle infiammazioni interne.

    Perdite di sangue dopo un rapporto

    Una perdita di sangue dopo un rapporto sessuale non è mai un sintomo da sottovalutare: nei casi meno gravi, potrebbe essere conseguenza di una variazione ormonale dovuta all’assunzione di contraccettivi ormonali che possono provocare un leggero sanguinamento vaginale, ma potrebbe anche indicare qualcosa di più serio. Nello specifico, le cause potrebbero essere:

    • ectopia del collo dell’utero, ovvero un’anomala sporgenza di un lembo di pelle di piccolissime dimensioni, definito piaghetta, visibile ad occhio nudo e di colore rosso acceso, che compare all’entrata della vagina. La penetrazione può arrecargli delle microlesioni e farlo quindi sanguinare. Non è grave ma è necessario consultare subito il ginecologo;
    • polipo uterino, che anche in questo caso si caratterizza dall’escrescenza di cellule epiteliali in eccesso, di natura benigna, che compaiono all’imbocco della vagina e per questo possono subire dei danneggiamenti durante un rapporto. Se di piccole dimensioni viene tenuto sotto controllo attraverso la pillola;
    • verruche vaginali, dovute all’infezione, sessualmente trasmissibile, da papillomavirus. Sono considerate a tutti gli effetti delle lesioni pretumorali, o tumorali, che devono essere eliminate attraverso preparati farmacologici appositamente studiati o rimossi con intervento chirurgico.

    Perdite di sangue in gravidanza

    Durante i nove mesi di gestazione si possono osservare delle perdite di sangue vaginale. A volte si tratta di piccoli sanguinamenti vaginali senza alcuna conseguenza significativa, come nel caso delle secrezioni rosa, che assumono questo colore perché fan la loro comparsa insieme a perdite bianche.

    Per alcune donne, la gravidanza può iniziare con una piccola perdita di sangue che si presenta già a pochi giorni dopo il rapporto sessuale. In questo caso si tratta di una perdita da impianto, che può venir facilmente confusa con una mestruazione, che si risolve da sola in poco tempo.

    Talvolta, il sanguinamento vaginale abbondante in gravidanza, soprattutto se compare nel primo trimestre, segnala purtroppo un aborto spontaneo. Sempre nello stesso periodo, però, può accadere che avvenga un semplice distacco del trofoblasto, ovvero della iniziale placenta che garantisce nutrimento all’embrione. Anche questa condizione causa forti sanguinamenti di colore rosso vivo, e, seppure è necessario rivolgersi subito al medico, nella maggior parte dei casi non causa gravi problemi al feto.

    Altre complicanze correlate alla gravidanza, che possono manifestarsi con tale sintomo possono comprendere la gravidanza extrauterina, i polipi placentari e la placenta previa.

    Perdite di sangue in menopausa

    Un sanguinamento in menopausa è da considerarsi un fenomeno anomalo che è bene indagare subito. In certi casi, può essere causato dalla sospensione della terapia ormonale sostitutiva, ovvero dal trattamento utilizzato per tenere sotto controllo i sintomi della menopausa con l’integrazione di estrogeni.

    Tuttavia, le perdite di sangue in questo specifico periodo sono anche, a volte, il segnale della presenza di vaginite atrofica, polipi, atrofia endometriale e iperplasia vulvare.

    Alle prime manifestazioni ematiche è consigliato rivolgersi subito ad un medico per escludere, attraverso le analisi prescritte, la presenza di un possibile tumore maligno, tra cui il cancro dell’endometrio e il carcinoma della cervice uterina possono essere le principali cause.

    I rischi di un sanguinamento vaginale anormale

    Se perdite ematiche anomale e reiterate nel tempo vengono trascurate potrebbero sviluppare un problema più grave specie, se il sanguinamento avviene durante la gravidanza, in menopausa o dopo i rapporti sessuali, che come abbiamo visto potrebbero identificare la presenza di un tumore ginecologico maligno.

    Se si notano delle perdite abbondanti di sangue nei primi due mesi di gravidanza è possibile che si stia andando incontro ad un aborto spontaneo o ad una gravidanza extra-uterina e, pertanto, alle prime avvisaglie è bene correre in una struttura ospedaliera di pronto soccorso.

    Anche nel caso di infezioni vaginali, è importante intervenire subito per debellare i batteri responsabili, che potrebbero nel tempo cronicizzare il problema e sviluppare lesioni cancerose, in grado di spostarsi lungo tutto l’organismo.

    Perdite di sangue: la terapia farmacologica e l’intervento chirurgico

    I rimedi più consoni per un sanguinamento vaginale anomalo sono di tipo farmacologico o chirurgico. Di quasi nessuna utilità saranno i rimedi fai da te, vista l’elevata possibilità di cause organiche e disfunzionali che potrebbero esserci a monte del problema.

    Dopo un’attenta valutazione del sanguinamento intermestruale e l’accostamento a una qualsiasi delle cause sopra elencate, il trattamento dovrà concentrarsi sull’alleviamento dei sintomi. Ecco di seguito come:

    Farmaci

    Tra i farmaci d’elezione per curare dei processi infiammatori, inerenti la regione genitale, vengono presi maggiormente in considerazione i FANS (antinfiammatori non steroidei), come l’ibuprofene.

    In caso di un’infiammazione vaginale, il medico potrà prescrivere degli antibiotici, gli stessi usati per le perdite gialle, ma è possibile seguire anche un trattamento a base di ormoni, attraverso l’assunzione della pillola, che richiederà alcuni mesi prima che sortisca gli effetti desiderati.

    Chirurgia

    Alcune donne possono venir sottoposte ad un intervento chirurgico per rimuovere polipi o tumori, causa dei sanguinamenti vaginali e di altri disturbi. Ciò avviene, in genere, attraverso la laparoscopia, una tecnica chirurgica che prevede la rimozione di corpi estranei patologici, attraverso dei piccoli fori addominali e con l’ausilio di una telecamera collegata a un monitor e a sottili strumenti chirurgici.

    In alcuni casi, però, può essere necessaria effettuare un’isterectomia, ovvero l’asportazione totale o parziale dell’utero.

    Quando rivolgersi al ginecologo

    Se si notano delle perdite di sangue vaginali anomale, in primo luogo è consigliato rivolgersi al proprio medico, affinché prescriva degli esami clinici specifici per approfondire le cause del sanguinamento.

    È anche comunque necessario non allarmarsi immediatamente ed esaminare più attentamente il proprio ciclo mestruale, considerare eventuali malattie passate o presenti, valutare l’uso o abuso di farmaci, tener conto delle proprie abitudini alimentari e il livello di tensioni che si sta attraversando.

    Per tenerlo sotto maggior controllo e riuscire a individuare possibili alterazioni, potrebbe risultare molto utile tenere un diario settimanale o mensile in cui trascrivere tutto ciò che riguarda il proprio ciclo mestruale, come date, durata, sintomi e percezioni varie.

    Se il problema persiste e non è possibile identificare una causa precisa sarà necessario effettuare degli esami del sangue per controllare alcuni livelli ormonali in grado di confermare o escludere la presenza di possibili patologie in grado di provocare il sanguinamento anomalo.