Perdite bianche: cosa sono e quando ci dobbiamo preoccupare

Perdite bianche: cosa sono e quando ci dobbiamo preoccupare
da in Ginecologia, Infezioni
Ultimo aggiornamento: Venerdì 19/12/2014 11:03

    Perdite bianche

    Spesso creano imbarazzo e preoccupazione, ma raramente se ne parla: le perdite bianche vaginali. Sono secrezioni, nella maggior parte dei casi, assolutamente fisiologiche, più o meno dense, che si verificano soprattutto prima del ciclo mestruale, durante il periodo dell’ovulazione o se si è incinta, quando c’è una gravidanza in corso. Se solitamente è un’eventualità che non deve spaventare, in alcuni casi le perdite bianche continue sono il sintomo di un’infezione vaginale che è meglio non sottovalutare, la candida.

    Fisiologiche, spesso, preoccupanti, in alcuni casi, ma le perdite biancastre con cui le donne, prima o poi si trovano a dover fare i conti, cosa sono esattamente? Non è altro che muco, prodotto dal canale cervicale con uno scopo preciso quanto nobile: proteggere le zone genitali, ripulendole da eventuali “aggressori”, come batteri, funghi o germi, per impedire loro di risalire indisturbati fino all’utero. Da ricordare che le perdite bianche, più o meno gelatinose e dense, in molti casi si presentano in pessima compagnia, cioè sono accompagnate da fastidi più o meno accentuati, prurito e cattivo odore.

    Soprattutto quando sono poco dense, sottili, quasi trasparenti e collose, le perdite bianche sono da attribuire a un fenomeno fisiologico. Sono le secrezioni tipiche dell’ovulazione e dei giorni prima del ciclo mestruale, sintomo di fertilità. Spesso e volentieri, le perdite biancastre si verificano quando c’è il pancione, come uno dei sintomi dei primi mesi di gestazione. Anche in questo caso, è tutto normale, perché il canale cervicale, all’inizio e durante la gravidanza, aumenta la produzione di muco per proteggere l’utero e soprattutto il feto da pericolose incursioni di germi & co.

    E’ possibile, però, che queste perdite siano una vera e propria anomalia causata dalla presenza di una malattia sessualmente trasmissibile o di un’infezione. Un esempio su tutti, la candida. Si tratta di una micosi, cioè un’infezione scatenata da un fungo (Candida albicans). Tutta colpa dello squilibrio della flora vaginale, legata a numerosi fattori, dalla scarsa igiene intima, fino allo stress e alla stanchezza, con conseguente abbassamento delle difese immunitarie, fino alle cure antibiotiche. Oltre alle perdite biancastre, dall’aspetto poco invitante simile a quello del latte cagliato, si verificano anche prurito ai genitali, dolore durante i rapporti e bruciore alla minzione. Per diagnosticare la presenza di questa micosi, oltre alla visita specialistica può essere necessario un tampone vaginale. La candida si cura con i prodotti dall’azione antifungina, da applicare localmente o da assumere per via orale; allo scopo possono essere utili anche alcuni rimedi naturali.

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