Perdite acquose prima e dopo il ciclo: cause e cosa fare

Le perdite acquose vaginali si caratterizzano per essere delle perdite dalla colorazione trasparente, che possono insorgere prima e dopo il ciclo. È un fenomeno particolarmente diffuso tra le donne, che non deve, nella maggior parte dei casi, allarmare. È importante tuttavia scoprire di che cosa si tratta e come comportarsi in sua presenza.

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    Perdite acquose prima e dopo il ciclo: cause e cosa fare

    Quali sono le cause e cosa fare per le perdite acquose prima e dopo il ciclo? Nella maggior parte dei casi, queste particolari secrezioni vaginali sono una circostanza assolutamente normale da annoverare tra le eventualità fisiologiche che interessano l’apparato riproduttivo femminile. Altre volte, invece, possono essere la causa di alcune infezioni batteriche presenti nella donna, che possono provocare fastidiosi sintomi temporanei. Vediamo più in dettaglio di che cosa si tratta.

    Possibili cause

    A differenza di altre tipologie di secrezioni vaginali, come le perdite gialle, quelle acquose non dovrebbero destare troppa preoccupazione nelle interessate, perché nella stragrande maggioranza dei casi non sono il sintomo di un disturbo o di un’anomalia, ma solo la manifestazione più evidente di un fenomeno fisiologico assolutamente normale.

    Anzi, spesso, le perdite dalla consistenza acquosa, prive di odore, trasparenti e chiare, sono da considerare il segno del buon funzionamento dell’organismo femminile: sono infatti una sorta di meccanismo di difesa con cui si espellono cellule morte e batteri potenzialmente pericolosi, per la salute e l’equilibrio dell’apparato genitale femminile.

    Tuttavia, le cause che provocano delle perdite acquose possono essere diverse e non sempre di natura completamente fisiologica. Ecco le principali:

    Prima del ciclo

    Le perdite acquose che compaiono prima del ciclo possono essere la normale conseguenza dell’aumentata lubrificazione degli organi genitali interni, oppure può trattarsi della perdita di un po’ di urina, per ragioni che non devono allarmare se il fenomeno non è accompagnato da cattivi odori, prurito o irritazioni.

    In alcuni casi, però, possono anche essere le prime avvisaglie di una gravidanza. Solitamente, le secrezione che annunciano il concepimento sono delle perdite bianche, determinate dai cambiamenti ormonali già in atto nel corpo della donna all’inizio di una gravidanza. Ma può anche capitare che siano di consistenza acquosa e trasparenti.

    Ovulazione

    Non è raro che nei giorni immediatamente precedenti, e nel bel mezzo dell’ovulazione, si notino delle perdite acquose. In questo preciso periodo della vita di una donna, le perdite vaginali, di per sé più abbondanti, diventano più alcaline ed acquose, e diminuiscono la propria viscosità per facilitare l’eventuale passaggio degli spermatozoi e la fecondazione della cellula uovo.

    Dopo il ciclo

    I sintomi legati al flusso mestruale variano da donna a donna, ma in un modo o nell’altro, tutte osservano delle secrezioni vaginali dopo il ciclo. Per alcune si tratta di perdite trasparenti di consistenza acquosa, per altre invece sono secrezioni, sempre incolore e inodore, ma di natura più filamentosa.

    Questi fenomeni possono continuare per alcuni giorni dopo il ciclo ed essere causa di una maggiore lubrificazione della vagina e una protezione in più per la difesa da possibili agenti patogeni.

    Dopo un rapporto

    Le perdite vaginali di tipo acquoso dopo un rapporto sessuale sono un fenomeno del tutto normale e fisiologico che non deve destare particolari preoccupazioni. Tuttavia, non è da escludere il coinvolgimento di possibili infezioni vaginali in corso o malattie sessualmente trasmissibili.

    È quindi necessario preoccuparsi solo se le perdite acquose dopo un rapporto sono accompagnate da cattivo odore, dolori pelvici e sanguinamenti improvvisi. In questo caso sarà necessario indagare le cause del problema, che nella maggior parte dei casi riguardano:

    Cosa fare

    Nella maggior parte dei casi, non trattandosi di un sintomo pericoloso, non c’è assolutamente nulla da fare. Se, invece, le perdite acquose sono accompagnare da altri piccoli e grandi fastidi, come pruriti o arrossamenti, bruciori o dolori, meglio rivolgersi al ginecologo per verificare, o escludere, la presenza di infezioni o altre possibili problematiche.

    Ovviamente, i trattamenti per le perdite acquose patologiche sono estremamente correlati ai suoi sintomi. In questa particolare tipologia di perdite, il trattamento della Clamidia, ad esempio, ha come cardine un dosaggio specifico di antibiotici, prescritto da uno specialista. In ogni caso, seguire la cura medica consigliata guarirà dal problema.

    Tuttavia, per prevenire qualsiasi tipo di infezione o irritazione sono da ritenersi utili alcuni semplici consigli:

    • evitare di vestirsi con indumenti stretti o attillati e indossare biancheria intima di nylon
    • scegliere un abbigliamento con fibre naturali che faccia traspirare la zona genitale
    • bere tanto, 2 litri d’acqua al giorno, per idratare tutto l’organismo ed eliminare la possibilità di secchezza vaginale
    • evitare i rapporti non protetti

    Dolcetto o scherzetto?