Perdite acquose prima e dopo il ciclo: cause e cosa fare

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    Perdite acquose

    Perdite acquose prima e dopo il ciclo? Niente paura, nella maggior parte dei casi si tratta di una circostanza assolutamente normale da annoverare tra le eventualità fisiologiche che interessano l’apparato riproduttivo femminile. Ma cerchiamo di saperne di più, di capirne meglio le possibili cause e scoprire cosa è possibile fare in caso di perdite di questo genere.

    Le cause

    A differenza di altre tipologie di perdite vaginali, quelle acquose non dovrebbero destare troppa preoccupazione nelle interessate, perché nella stragrande maggioranza dei casi non sono il sintomo di un disturbo o di un’anomalia, ma solo la manifestazione più evidente di un fenomeno fisiologico assolutamente normale.

    Anzi, spesso, queste perdite dalla consistenza acquosa, prive di particolare odore, quasi trasparenti e chiare sono da considerare un buon segno: una sorta di meccanismo di difesa con cui si espellono cellule morte e batteri potenzialmente pericolosi per la salute e l’equilibrio dell’apparato genitale femminile.

    Perché si notano le perdite in particolari periodi della vita, come prima e dopo il ciclo mestruale, ma anche all’inizio della gravidanza? Nessuna motivazione preoccupante anche in questo caso: è tutta questione di piccoli e grandi sbalzi ormonali.

    Cosa fare

    Nella maggior parte dei casi, non trattandosi di un sintomo pericoloso, non c’è assolutamente nulla da fare. Se, invece, le perdite acquose sono accompagnare da altri piccoli e grandi fastidi, come pruriti o arrossamenti, bruciori o dolori, meglio rivolgersi al ginecologo per verificare o escludere la presenza di infezioni.