Per una diagnosi precoce del tumore al seno basta analizzare un capello

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    Contro il tumore al seno, killer numero uno delle donne giovani, forse l’unica, vera arma in possesso della medicina è la diagnosi precoce. Prima si scopre un’eventuale neoformazione, più possibilità ci sono di estirparla completamente e definitivamente. Per questo esistono diversi esami di screening, dalla mammografia fino all’utilizzo recentissimo delle fibre ottiche. Ma in un prossimo futuro, forse per scoprire una neoplasia alla mammella sarà sufficiente un esame del capello. Scienziati australiani dell’SBC Research Institute stanno mettendo a punto un test, attualmente in fase sperimentale, che se si dovesse dimostrare efficace potrebbe essere messo a disposizione degli studi medici e utilizzato da donne di tutte le età, a rischio o meno.

    Si tratta di un esame che analizzando la struttura del capello e le sostanze presenti, riesce ad individuare segnali precoci di un processo tumorale in atto. “L’ipotesi è che il tumore provoca aumento dei lipidi nel paziente, che viene rilasciato nel flusso sanguigno e incorporato nella fibra del capello”, ha spiegato uno dei degli studiosi coinvolti nella ricerca, il dott. Peter Finch.

    In pratica, nei capelli delle donne affetta da tumore, anche in fase iniziale, sarebbero presenti livelli di grassi superiori a quelli delle donne sane: “Le membrane cellulari sono costituite da lipidi, e quello che sembra accadere nel carcinoma mammario è che vi è una maggiore fluidità di questi lipidi. Pensiamo che sia per questo che il cancro è in grado di irrompere”, ha aggiunto la dott.ssa Dharmica Mistry , membro del team di ricerca, che per poter dimostrare quanto affermato, ha sottoposto a confronto l’analisi dei propri capelli con quelli delle pazienti affette da cancro al seno.

    L’analisi viene condotta sui lipidi presenti della parte interna del capello e naturalmente saranno necessari ulteriori studi per provare l’affidabilità di questo tipo di test diagnostico, ma i primi risultati sembrano davvero incoraggianti. Certo, sarebbe davvero rivoluzionario, perché si potrebbe inserire questo semplice esame di laboratorio insieme con quelli delle urine e del sangue che si effettuano annualmente, ed evidenziare che qualcosa non va in tempi estremamente precoci. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Age.